Udinese, Teodorczyk: “Aspetto la mia grande occasione”

Lukasz Teodorczyk si racconta al Gazzettino

di Redazione

Lukasz Teodorczyk si racconta al Gazzettino. Qui un estratto:

Che sensazione è stata tornare ad allenarsi?
«Bellissima. Non riesco a dire quanto mi era mancato correre, toccare il pallone, incontrare i compagni».

Il campionato è ricominciato. Quanto è diverso dal normale?
«Tanto, prima di tutto per la mancanza dei tifosi. E poi non è mai facile riprendere dopo un così lungo periodo d’inattività. Tenersi in movimento è un conto, “sentire” il campo, il pallone e l’erba è tutto un altro. A Torino ho notato la differenza. Però penso che noi siamo meglio del Torino, e si è visto: loro ci hanno aspettato tutta la partita per poi giocare in contropiede. Abbiamo avuto tantissime occasioni ma siamo stati sfortunati, spero che questa sfortuna ci abbandoni presto».

L’Udinese gioca bene ma non segna: perché?
«Ci sono tanti fattori. Personalmente aspetto la mia grande occasione per risolvere questo problema. Lavoro e aspetto: finalmente mi sento bene, dopo tanti problemi fisici, e sono pronto. Spero di convincere presto mister Gotti a puntare su di me».

Cosa vuol dire a Mandragora?
«Lo capisco, so cosa significa avere problemi fisici e subire interventi chirurgici. La lesione del crociato è sempre bruttissima, ma lui è giovane e forte, anche mentalmente. È un bravissimo ragazzo, gli auguro il meglio e sono sicuro che tornerà da questo infortunio più forte di prima».

È stato ancora più brutto sentire le sue urla nel silenzio dello stadio?
«Sì, dalla panchina abbiamo capito subito che era qualcosa di grave. Tutti speravamo di no, ma la sensazione era la peggiore, ed è poi stata confermata».

Come mai su Instagram lo ha chiamato “Cygano”?

«È un gioco tra di noi – ride -, in amicizia. Abbiamo un gran bel rapporto, e lo chiamo così affettuosamente perché sembra un gitano, che in polacco si dice appunto cygan».

Ha segnato in amichevole contro il Brescia, ora c’è da fare il bis in campionato?
«Non vedo l’ora ma ho avuto tanti problemi, che mi hanno tenuto fermo per lunghi tratti della stagione. È sempre stato difficile rimettermi in forma, per fortuna ora ci sono riuscito: penso di poter dare all’Udinese gol importanti».

L’esperienza che ricorda con maggiore felicità?
«Senza dubbio il Mondiale in Russia, ma anche la Champions e l’Europa League. Poi ho avuto l’onore e la bravura di vincere il titolo di capocannoniere in Belgio, un obiettivo mai semplice».

Lei ha vinto 4 campionati, è difficile ora lottare per la salvezza?
«No, è semplicemente una situazione diversa. Alla fine conta sempre dare il massimo e vincere. E il giorno in cui il mister mi dirà “Teo, giochi tu”, io sarò pronto a dare tutto in campo per trascinare l’Udinese».

L’Atalanta al momento è forse il peggior avversario possibile?
«Giocano benissimo, segnano tanto e senza pubblico sarà ancora più difficile. Abbiamo visto come hanno rimontato la Lazio dallo 0-2, dovremo staremolto attenti».


Cosa prova indossando la maglia della Polonia?
«È un onore, la cosa migliore che puoi fare come atleta. Far parte della Nazionale è il sogno di quando ero bambino».

Che significa giocare con Lewandowski, uno dei migliori nella storia del calcio polacco?
«Per me è uno degli attaccanti più forti del mondo, ha una capacità realizzativa incredibile ed è continuo. Resta un piacere giocare insieme a lui, anche se in campo non è frequente trovarci in tandem».

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