Guidolin: Per restare all’Udinese rifiutai il Napoli, De Laurentiis non se ne capacitava”

Guidolin: Per restare all’Udinese rifiutai il Napoli, De Laurentiis non se ne capacitava”

L’ex tecnico dell’Udinese si racconta a Calciomercato

di Redazione
News Udinese, le parole di Guidolin.

L’ex tecnico dell’Udinese si racconta a Calciomercato:

“Ho rifiutato tante panchine buone solo per monetizzare, come Cina o Araabia Saudita. Vorrei chiudere la mia carriera in modo adeguato, ho seicento panchine in serie A, un curriculum rispettabile e aspetto qualcosa che mi stimoli davvero come una Nazionale o un club all’estero, sono attirato dal Nord Europa, Inghilterra, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca, Svizzera. Ma non ho chiuso con la Serie A, però vorrei una società organizzata e un rapporto serio con  persone serie come l’Atalanta e qualche altra società. Per me l’Atalanta è come l’Udinese di sette-otto anni fa.

Per restare a Udine dissi no al Napoli. Il presidente De Laurentiis mi contattò prima di prendere Benitez. Io stavo bene a Udine e glielo dissi, però lui non si capacitava di come un allenatore potesse rifiutare il Napoli. Pensavo di restare a Udine tutta la vita, di chiudere lì la carriera e, dopo la panchina, di avere un ruolo diverso all’interno della società. Con il senno di poi non so se lo rifarei.

Se mi sono sentito tradito dai Pozzo? No, di loro non potrò mai dire male. Mi ricordo la stagione in cui, dopo le prime quattro giornate di campionato, avevamo un punto e mi tennero nonostante tutto. Oppure quando nel 2011 mi proposero l’allungamento del contratto dicendomi: “Metta lei la data di scadenza”. Scrissi 2017, ma se avessi segnato 2025 sarebbe andato bene lo stesso. E’ chiaro che tutto questo conta tantissimo. Mi dispiace solo di non essere stato considerato uno di famiglia, come credevo, ma solo un ottimo professionista, come mi hanno fatto capire.

In Friuli ho fatto i migliori risultati, abbiamo centrato due volte la zona Champions, con quarto e terzo posto, e due volte l’Europa League. La stagione più bella è stata quella del 2010. Un punto dopo quattro partite, la società ebbe la forza di tenermi e noi alla fine arrivammo quarti, uscendo nel preliminare di Champions con l’Arsenal. In verità, l’anno dopo, vendendo i migliori arrivammo terzi, ma la squadra del quarto posto, oltre a essere fortissima perchè avevamo Sanchez, Totò Di Natale, Handanovic, Danilo, Isla, Inler, Domizzi, era straordinaria fuori casa. Vincemmo 7-0 a Palermo, 3-0 a Cesena, 4-2 in casa del Genoa, 4-0 a Cagliari, battemmo la Juventus 2-1, pareggiammo 4-4 con il Milan. Come l’Atalanta di adesso e, forse, anche di più. Perché io non  ricordo una squadra che vincesse in trasferta con così tanti gol di scarto”.

FONTE calciomercato.com

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