Scuffet: “Vorrei che la gente mi guardasse per quello che faccio ora, sul passato non si può influire”

“Il mio idolo è Buffon” ha dichiarato il portiere friulano

di Redazione

Simone Scuffet, portiere dello Spezia in prestito dall’Udinese, ha parlato a ‘Sabato sport’ su Radio1 Rai.

Cosa significa essere definiti a 17 anni un predestinato?

“E’ una cosa che purtroppo viene detta troppo spesso, poi per alcuni come Buffon o Pagliuca le aspettative vengono mantenute, per altri che proseguono una carriera più ‘normale’, questa viene vista come una cosa negativa, un passo indietro”.

Comunque tutti si ricordano di te 

“A 23 anni ho ancora una carriera davanti, più che il ricordo mi piacerebbe che chi mi seguisse mi guardasse per quello che faccio nel presente, il passato è passato e su quello non si può influire. Il mio idolo?  Buffon, in questi anni è quello che ha fatto le cose migliori. Ho sempre fatto il portiere sin da piccolo e farlo come mestiere è la cosa migliore che potessi ottenere” ha detto il portiere friulano, il cui esordio a sorpresa avvenne a 17 anni grazie all’allora tecnico dell’Udinese Francesco Guidolin.

E’ vero che gli allenatori tendono a non fare molti complimenti ai portieri?

“E’ una cosa con cui conviviamo da sempre, questo perché il mister ha la necessità di mettere in luce tutto il reparto difensivo, non soltanto un elemento, anzi a volte vengono fatti i complimenti al portiere avversario proprio per dare autostima alla squadra in fase offensiva”.

Presente a ‘Sabato Sport’ anche Pagliuca, il portiere bolognese ha detto di Scuffet: “Lo vidi a Bologna in Bologna-Udinese e quello che mi impressionò di lui fu la sua tranquillità, pur avendo allora solo 17 anni, poi andai da Guidolin e gli dissi: questo sì che è un portiere forte'”.

 

 

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