Chi è Nahuel Molina, l’erede di Stryger Larsen

I conflitti col Boca, l’infortunio al ginocchio, i motivi della scelta che lo hanno reso il parametro zero su cui l’Udinese ha messo la mano

di Redazione

L’erede di Stryger Larsen – se il danese dovesse fare le valigie – o comunque la sua alternativa, arriverà a parametro zero dall’Argentina. Secondo quanto riportato da Sky Sport infatti, il club dei Pozzo si porterà a casa NahueMolina del Boca Juniors.

Molina, classe ’97, è un laterale di destra che ha giocato prevalentemente come terzino a quattro  ma che può essere impiegato anche come esterno di un centrocampo a cinque. Le sue caratteristiche principali sono corsa, velocità e capacità di arrivare sul fondo.

Dopo alcune esperienze in prestito come quella al Defensa Y Justicia e quella molto positiva al Rosario Central, il terzino destro argentino era pronto a tornare al club in cui è cresciuto:  “Non voglio lasciare il Boca”, – aveva detto il giocatore al termine del suo contratto giovanile firmato cinque anni fa – “Voglio restare, anche oggi, a pochi giorni dalla scadenza del contratto” ma i conflitti con la nuova dirigenza e un caso controverso su un intervento chirurgico, hanno reso impossibile la sua permanenza rendendolo un giocatore libero.

Con la vecchia dirigenza c’era un accordo per prolungare il contratto in scadenza giugno 2020, ma con il cambio di guardia le cose sono cambiate. I nuovi dirigenti lo hanno relegato nella squadra Riserve e fuori dalla lista Libertadores con la promessa di reinserirlo una volta trovato l’accordo, ma la situazione si è ulteriormente complicata quando Molina ha deciso di sottoporsi a un intervento al ginocchio senza il permesso del club.

Il giocatore si è raccontato in un’intervista al quotidiano argentino Olé. Questo un estratto:

Quando sei andato in prestito al Central, c’era un accordo sul rinnovo del tuo contratto?

Sì, se ne era parlato… Poi tutto è cambiato nella società. Ma da quando sono tornato, la mia idea era sempre di rinnovare e invece sfortunatamente non è stato raggiunto un accordo.

Sei nell’ultimo anno del tuo primo contratto che hai firmato da giovane e che è ben lontano da quello di un professionista con più esperienza.

E’ vero … È un contratto che verrebbe firmato da un ragazzo che è appena entrato in Primera.

Quando è stata l’ultima volta che ti sei allenato col Boca?

Fino alla pandemia sono sempre andato al club, ero disponibile. Poi  è iniziato l’isolamento sociale obbligatorio. Lì ho smesso di andarci.

Ma i calciatori si allenano attraverso Zoom, non partecipi?

No, l’avrei fatto ma non ho lavorato con la squadra. Quando sono tornato dal Central mi hanno detto: “Se non firmi un contratto, ti allenerai con la Riserve. Ci sono stati diversi incontri dal mio ritorno al Boca, ma mancava sempre l’accordo finale. Non mi hanno nemmeno permesso di toccare la palla.”.

E nel mezzo c’è stato un altro conflitto, il tuo infortunio.

Il club lo sapeva … Ho avuto un infortunio per tre anni, al legamento posteriore del ginocchio. Ho informato il Boca della situazione, i medici lo sapevano perché glielo avevo detto. E io, sapendo che non sarei stato in grado di giocare, ho deciso di sottopormi a un intervento chirurgico su consiglio del mio medico personale. 

Avevi avvisato il Boca di questa decisione? Perché c’è una dichiarazione del dipartimento medico che all’epoca diceva che non eri stato curato per nessun infortunio.

Siamo andati al club di persona, con tutte le carte. Abbiamo chiesto a Bermúdez un incontro per spiegare tutto … Per fortuna ora sto meglio e mi sto allenando da solo.

Partirai restando in disaccordo con il Boca?

No, non potrei mai litigare con il Boca, gli sono eternamente grato perché mi ha formato e perché mi ha dato tutto. Semplicemente avrei voluto giocare, avere minutaggio. Il Boca è la mia casa, avevo sei anni quando sono entrato, ho vissuto con Bentancur, conosco tutti al club. Sarebbe bello tornare, ma per ora penso solo al mio futuro.

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