De Paul croce e delizia. Con il mercato sempre aperto

De Paul croce e delizia. Con il mercato sempre aperto

A Udine c’è fiducia anche in Marino che se De Paul dovesse restare sa come prenderlo convincendolo che anche Di Natale calandosi a pieno nella realtà friulana alla fine ha dato il meglio di sé.

di Redazione
Udinese: Rodrigo De Paul

Rodrigo De Paul è ufficialmente tornato a Udine, anzi più precisamente in Austria dove ha raggiunto i compagni per iniziare la preparazione dopo le vacanze estive prolungatesi per via della Coppa America dove ha fatto molto bene con la maglia dell’Argentina. Tanto bene da farlo valutare senza se e senza ma 40 milioni da Pozzo Jr, il direttore d’orchestra del mercato bianconero. Un prezzo da molti considerato troppo alto, visto che il numero 10 in questi tre anni in Friuli non è mai stato lineare nel rendimento, anche a causa di un ruolo di difficile collocazione nello scacchiere tattico di un calcio italiano più pragmatico che aperto alla fantasia.

Lui è un amante del pallone, tecnica decisamente sopra la media, ma anche pochi gol rispetto al ruolo, a volte poca dimestichezza con la disciplina del ruolo e qualche errore in fase di non possesso abbastanza evidente. Del resto le sue sono le caratteristiche del numero 10 classico, per questo oggi, se vogliamo dirla alla Sacchi o si adatta lui o il calcio non si cambierà per lui.

La domanda però che più agita i tifosi è: vuole davvero rimanere? L’anno passato non ha fatto mistero di aver sofferto inizialmente la permanenza a Udine dopo che una squadra lo aveva corteggiato e convinto (la Fiorentina, ndr). Oggi la stessa società viola, come scriviamo da molto tempo, è l’unica italiana davvero possibile come destinazione, anche grazie alle buone intercessioni di Pradè con Pozzo. Ma rimane l’ostacolo del prezzo visto che a quanto pare l’Udinese non è interessata a contropartite tecniche, Saponara compreso.
Ecco allora spuntare il Torino, ma anche qui (con l’incognita Europa da conquistare), il prezzo è considerato fuori portata. Del resto è un problema comune quest’anno. Si parla tanto, ma se si guarda alle operazioni fatte fino ad oggi poche squadre hanno davvero già fatto passi importanti per costruire la rosa, forse solo una manciata. Anche la Juve fatica a vendere, figuriamoci…

A Udine c’è fiducia anche in Marino che se De Paul dovesse restare sa come prenderlo convincendolo che anche Di Natale calandosi a pieno nella realtà friulana alla fine ha dato il meglio di sé. La diplomazia servirà e il neo direttore sa bene come usarla. Ma intanto serve anche capitalizzare per poi comprare, anche perché se De Paul rimanesse anche i piani tattici di Tudor sui quali sta lavorando (difesa a quattro compresa) potrebbero essere rivisti proprio per le caratteristiche del giocatore. Senza contare che chi è arrivato potrebbe risentire di un ruolo che diverrebbe già marginale, visto che con l’argentino in campo davanti ci sarebbe spazio per Lasagna e forse, ma diciamo forse solo per un’altra punta, purché sappia sacrificarsi. Insomma anche un ipotetico 3-4-2-1 sarebbe tutto da verificare così come altre soluzioni. De Paul croce e delizia.

La croce per adesso è cercare di sfoltire la rosa per raggiungere gli obiettivi (quattro) che servono a rinforzarla. Fofana è in stand by, anche per lui si parla di estero come per De Paul del resto (in questo caso Spagna, per il francese l’Inghilterra). Poi serve acquistare senza remore un laterale sinistro, Zeegelaar sta ragionando su un possibile ritorno la certezza per ora è che da quella parte ci sia l’emergenza più grossa.

Il cantiere è quindi apertissimo come per tutta la Serie A a meno di un mese dal via. Marino giustamente chiede fiducia e pazienza e i fatti gli danno ragione. In questo frangente muoversi come un elefante in una cristalleria solo per fare operazioni avrebbe una scontata conseguenza…Serve lavorare di fino perché altrimenti tra domanda e offerta sia in entrata sia in uscita ci sarebbe sempre divario.

Infine la voce Inler: come anticipato non ci sono conferme, ma nemmeno smentite per ora. Passa un po’ in sordina, ma un uomo d’esperienza in mezzo come lo era Behrami, anche se non può giocare 38 partite potrebbe essere utile, ma qui c’è il rapporto con i tifosi da ricucire e non sarebbe facile. Vedremo.

 

 

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Mik - 4 mesi fa

    Fossi lui se non si fa viva una squadra di primo livello con offerta adeguata per tutti rimarrei a Udine, ovviamente con stipendio adeguato.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy