Udinese, De Paul (per Simeone?) ma non solo. Il mercato gira qui

Udinese, De Paul (per Simeone?) ma non solo. Il mercato gira qui

Per ora solo un cantiere aperto quindi. Il 10 luglio vedremo un’Udinese in stato embrionale. Ma non ci attendiamo nemmeno colpi ad effetto a meno che le cessioni non aumentino e si pensi a una rivoluzione totale con innesti più affidabili e quindi costosi. Poco credibile. Offerto Simenone

di Redazione

Manca meno di una settimana al via ufficiale della stagione 19/20 per l’Udinese con la prima parte di ritiro a Udine e la seconda in Austria. Chi si attendeva una squadra già bella che fatta per il 10 luglio dovrà rassegnarsi. Il mercato, che chiuderà a fine agosto è ancora in alto mare per tutte e il club bianconero come sempre spiegato deve prima capitalizzare poi comprare. Con logica aggiungiamo noi: negli anni scorsi si è fatta una campagna rafforzamento con tanti doppioni in certi ruoli, lasciando scoperti altri e non andando a intervenire laddove ce n’era bisogno.

Intanto sulla lista partenti, si sa, i primi due nomi sono quelli di De Paul e Fofana. Il primo, lo abbiamo scritto da settimane prima di tutti, è nel mirino della Fiorentina. Lo dicevamo prima ancora che arrivasse l’oramai ex direttore friulano Pradè. Oggi che è tornato in viola ha maggiori margini di trattativa e la nuova proprietà vuole fortemente l’argentino. Che ha un piccolo difetto, se così lo possiamo chiamare, costa 30 milioni. Tanti per chiunque, anche perché De Paul non è goleador e anche se ha ottimi piedi in molte gare è stato praticamente invisibile. Ovvio che con una squadra da salvezza non ha potuto nemmeno esprimersi al meglio, anche perché nessuno gli ha mai trovato un ruolo efficace e definitivo.

A Firenze ci andrebbe di corsa, ci sarebbe andato anche l’anno scorso. Lui vorrebbe chiarire tutto entro la prima metà del mese per poi concentrarsi sulla nuova stagione. Anche l’Udinese vorrebbe chiudere, ma per ora i viola hanno offerto sì soldi, ma non quelli voluti da Pozzo. L’ultima trovata è inserire Simeone nella trattativa, con uno scambio tipo quello avvenuto anni fa con Zapata del Napoli. Due anni  in prestito a Udine (uno in caso di opzione in favore della Fiorentina), indennizzo già prefissato a fine contratto con i friulani. Con la speranza che l’aria del Nordest lo rilanci.

Ma siamo certi di questa operazione? Conoscendo i Pozzo loro vogliono capitalizzare le cessioni. Le contropartite solo in pochi casi. E questo non sembra uno di essi. L’attacco con Lasagna (che sarà finalmente capitano senza se e senza ma), Pussetto (da confermare e lanciare), Teodorczyk (da verificare, ma sul quale pare si punti molto) e con Nestorovski per il quale mancherebbe solo l’ufficialità appare completo. Cosa ci farebbe Simeone se non destabilizzare il reparto con nuova concorrenza che creerebbe solo scompiglio? A meno che non si decida di vendere uno tra il polacco, l’argentino o addirittura Lasagna (quest’ultimo molto improbabile). Per cui non crediamo molto a questa operazione, altrimenti si rischierebbe di tornare al discorso doppioni.

Poi Fofana: piace in Inghilterra e non ci dovrebbero essere problemi in questo senso per cederlo a un buon prezzo. Poi l’Udinese si getterebbe su Tokoz, 23enne turco che può giocare davanti alla difesa, dove è stato preso anche Jajalo che però può agire meglio da mezzala. Con il rientro di Barak la base in mezzo potrebbe chiudersi così, poi i rincalzi. Mancano le fasce con Larsen sul piede di partenza pure lui, e con i soli Adnan (sul quale c’è un punto di domanda enorme), Pezzella (pure lui con interrogativi vari) e Ter Avest a disposizione. Poco, pochissimo per reggere un 3-5-2 che in apparenza dovrebbe essere di nuovo il canovaccio di base.

Infine la difesa. Nuitynck è dato partente più di Samir e con Becao al suo posto anche qui il quadro è completo assieme a De Maio e Ekong.

Per ora solo un cantiere aperto quindi. Il 10 luglio vedremo un’Udinese in stato embrionale. Ma non ci attendiamo nemmeno colpi ad effetto a meno che le cessioni non aumentino e si pensi a una rivoluzione totale con innesti più affidabili e quindi costosi. Poco credibile.

 

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