Ex Udinese, Fava: “Eravamo una grande squadra. Di Natale mi lasciava a bocca aperta”

L’ex attaccante dell’Udinese, Dino Fava Passaro ha parlato della sua avventura in Friuli con la maglia dell’Udinese, della sua esperienza in Serie A e non solo

di Redazione

L’ex attaccante dell’Udinese, Dino Fava Passaro a 43 anni continua a coltivare la sua più grande passione, il calcio. Oggi il calciatore di Formia milita nella Vis Afragolese in Eccellenza. Fava dopo tanta gavetta iniziata nella giovanili del Napoli, assapora la Serie A con la maglia dei friulani. Con la casacca dell’Udinese milita due stagioni, dal 2003 al 2005, collezionando 66 presenze e 19 reti giocando anche la Champions League. Dopo l’esperienza a Udine approda al Treviso sempre in Serie A. Poi la militanza in Serie B con le maglie di Bologna e Salernitana prima di continuare nelle categorie inferiori. Fava ha ripercorso la sua carriera e le sue esperienze. Queste le sue parole ai microfoni di Gianlucadimarzio.com: “Ho fatto gol contro il Brescia di Baggio. Nel tunnel gli chiesi di scambiarci la maglia. Lui accettò e mi fece un sorriso”.

Promozione con l’Afragolese
Porto fortuna alle squadre in cui gioco. Ma il merito è di tutti i compagni. A presidenti e direttori delle società dico sempre che devono valutarmi per quanto faccio in campo, non per quello che ho fatto in passato”.

A 43 anni hai trovato la tua dimensione in Eccellenza
“Riesco ancora a dire la mia. Preferisco vivere questa categoria da protagonista piuttosto che giocare in Serie D ed essere comprimario. Qui vedo tanti ragazzi che amano il calcio e vogliono arrivare in alto. Provo a dar loro qualche consiglio, ma fra i dilettanti tutti fanno anche un altro lavoro. Per loro è impossibile vivere solo di calcio”.

Esperienza e passione
“Non ho segreti. Il calcio è la mia vita. Non mi risparmio mai, neanche in allenamento. E quando segno in Eccellenza provo le stesse emozioni di quando giocavo in Serie A. Un gol è sempre un gol. A San Siro e sui campi di provincia”.

Udinese e Treviso la tua Serie A
“Sono arrivato in Friuli dopo tanta gavetta nelle serie minori. Avevamo una grande squadra. Di Natale era un fenomeno, mi fermavo spesso a osservarlo in allenamento. Rimanevo a bocca aperta”.

In quegli anni tanti fenomeni in Serie A
Ho scambiato la maglia quasi con tutti. Del Piero mi fece i complimenti. Ogni volta che ci penso mi emoziono. Quella di Ibra la volevano in tanti, ma alla fine la presi io. La divisa di Baggio resta la mia preferita”.

Gol in Coppa UEFA
Giocammo il primo turno contro il Salisburgo in Austria. Eravamo in ritiro e la sera prima della gara Spalletti bussa alla porta della mia stanza. ‘Ehi giovanotto, voglio proprio vedere che sai fare. Domani giochi dall’inizio’. “Alla fine segnai e vincemmo la partita”.

Spalletti maestro di vita
“Non era mai contento, un perfezionista. Ci faceva ripetere le esercitazioni anche mille volte. I nostri movimenti dovevano essere perfetti. Ricordo una tripletta contro il Perugia. Dopo il terzo gol era ancora arrabbiato perché non mi muovevo come voleva. Eppure segnavo”.

Gol, risultati e Fantacalcio
“Fino a quando segnavo tutto andava bene. Se prendevo un’ammonizione erano guai. Mi fermavano per strada dicendo che avrei dovuto fare meglio”.

Vecchi aneddoti della Serie A
“Cannavaro eraun muro. Buffon riuscì a pararmi un tiro quando ero al Treviso che mi chiedo ancora come abbia fatto. Ibra una statua e Ronaldo fenomeno vero”.

Ancora in campo a 43 anni
“Vorrei giocare ancora un anno. Poi valuterò cosa fare. In futuro mi piacerebbe aprire una scuola calcio nel mio paese per insegnare ai più piccoli i sani valori di questo sport. Qui mancano le infrastrutture e iniziare una carriera calcistica è dura”.

Sacrifici e rinunce
“Nella mia vita ho passato più giorni in viaggio che a casa. Mia moglie non ne può più”.

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