L’Auc era per il rinvio della partita, come la Regione. Ma è giusto così

L’Auc era per il rinvio della partita, come la Regione. Ma è giusto così

Gotti forse ha un solo dubbio sulla formazione: Lasagna o Nestorovski accanto a Okaka? Il primo rimane favorito, mentre per il resto non dovrebbe cambiare fare la formazione vista anche contro il Bologna. Per Iachini tranne lo squalificato Dalbert e gli infortunati da lungo tempo Ribery e Kouame, tutta la rosa appare a disposizione.

di Redazione

Anche l’Associazione Udinese Club ha voluto dire la sua in questo momento di caos che pervade l’Italia. Il virus della paura è da sempre più pericoloso di ogni altro perché impossibile da debellare. Specie se come accaduto nel Belpaese prima si sono presi provvedimenti drastici per poi cercare di ridimensionarli. Impossibile chiedere coerenza, ma è ovvio che l’effetto che si ha quando si agisce così è che la paura aumenta in  proporzione alle domande.

L’Auc nella fattispecie è entrata nel merito della gara a porte chiuse tra Udinese  e Fiorentiona.  «Esprimiamo estrema vicinanza alla squadra, che dovrà disputare una partita delicata senza il fondamentale supporto dei tifosi. L’Associazione Udinese Club chiede ancora con forza il rinvio della partita anche in considerazione del fatto che entrambe le squadre non sono coinvolte in alcuna altra competizione. Se nessuno di noi potrà essere presente alla partita con la voce, lo sarà con tutto il cuore, rigorosamente ed orgogliosamente bianconero».

Ovviamente un appella che cadrà nel vuoto perché la decisione era stata già presa la scorsa settimana di fatto, quando dopo le decisioni delle Regioni coinvolte (che ovviamente sono da rispettare anche se hanno subito suscitato domande) si è capito subito che la Serie A doveva trovare una via alternativa ai rinvii. Se l’Inter, per esempio, avesse dovuto rinviare anche la gara con la Juve ne avrebbe avute due in calendario da inserire non si sa bene quando e con ovvi ripercussioni sulla regolarità del torneo, già messa in discussione dallo spezzatino. Insomma, almeno nel calcio si è perseguita la logica, con buona pace anche del presidente del Friuli VG che avrebbe voluto il rinvio (magari a lunedì) quando scadrà il decreto di emergenza. Come se un virus da pericolosissimo in un  giorno si declassificherebbe per decreto. Insomma, i tentativi di assecondare l’Udinese (che per prima aveva obiettato) sono caduti nel vuoto.

Ma in tempi di totale caos anche il calcio come sempre rispecchia un Paese. E se un presidente di regione (Veneto) indica nei “cinesi che mangiano topi vivi” la fonte del problema allora si capisce perché fanno più paura certe decisioni che i virus stesso.

L’Udinese così tra le sue paure deve affrontare anche quella di giocare senza il suo pubblico. In silenzio dovrà trovare la forza per reagire ai due punti in cinque gare contro una Fiorentina in crescita ma che necessita di un colpo d’ala per levarsi dalla fanghiglia, spedendo così proprio i bianconeri sempre più giù.

Gotti forse ha un solo dubbio sulla formazione: Lasagna o Nestorovski accanto a Okaka? Il primo rimane favorito, mentre per il resto non dovrebbe cambiare fare la formazione vista anche contro il Bologna. Per Iachini tranne lo squalificato Dalbert e gli infortunati da lungo tempo Ribery e Kouame, tutta la rosa appare a disposizione.

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