Marino: “Speriamo che l’Udinese abbia finito di fare la Befana. Gotti? Non è in discussione”

Pierpaolo Marino ospite di Udinese Tonight  ha parlato della situazione in casa bianconera dopo la sconfitta con il Milan

di Redazione

Pierpaolo Marino ospite di Udinese Tonight  ha parlato della situazione in casa bianconera dopo la sconfitta con il Milan: “Nella giornata di oggi il pensiero principale è stato quello che speriamo sia finita la Befana. Abbiamo regalato gol allucinanti. Ora voglio vedere il bicchiere mezzo vuoto e da buon padre di famiglia di questa squadra voglio stimolare quella parte che non funziona. Non c’è stato alcun confronto perché non si fanno mai a caldo, in questi giorni prima del Sassuolo parleremo con i giocatori e con il mister. Se da un lato l’Udinese sta dimostrando da dopo il lockdown di poter continuare un discorso propositivo di gioco, dall’altra bisogna recuperare gli equilibri e le attenzioni che riguardano la fase difensiva. Dobbiamo stare attenti a mantenere gli equilibri di squadra oltre che proporre il nostro gioco. Siamo capaci di non concedere troppe occasioni agli avversari ma ci manca ancora quella voglia e quell’agonismo di non prendere gol. Nelle ultime tre partite l’Udinese ha segnato sei gol e non si può permettere di più in Serie A, ma ne abbiamo presi troppi. Siamo capaci di non concedere molte occasioni agli avversari ma ci manca quella fame e quella cattiveria nello strapparsi il cuore pur di non prendere gol. Siamo molto migliorati rispetto allo scorso anno ma non si deve avere la presunzione di poter vincere solo perché ora siamo più forti. E’ un lusso che non si concedono le grandi figuriamoci noi. Il nostro obiettivo deve essere quello di raggiungere prima i punti necessari alla salvezza e poi di dedicarsi a tutta la filosofia del bel gioco. Ci vuole cuore nel difendere a tutti i costi la propria porta, non solo ricercare il bel gioco”.

L’Udinese è sempre andata sotto nel punteggio. Come si riesce a intervenire? “L’Udinese evidentemente è cambiata negli equilibri tra fase offensiva e fase difensiva. Però oltre questo, nelle poche occasioni concesse gli avversari ci fanno sempre gol perché non usiamo quel sangue agli occhi nella fase difensiva e la capacità di leggere la situazione in maniera cattiva per impedire agli avversari di fare gol. Molto spesso le poche occasioni concesse danno luogo a clamorosi errori. E purtroppo ci svegliamo solo dopo che andiamo sotto con il punteggio”.

Eventuale esonero di Gotti? “Mi dispiace anche rispondere a questa domanda, perché significherebbe che c’è un dubbio, ma non voglio alimentare interrogativi. Non è l’allenatore il problema, né colpa di un singolo, credo che sia la squadra che debba porsi di fronte alle proprie responsabilità. C’è un progetto di gioco importante e si può lavorare per il futuro. C’è un ottimo rapporto tra squadra e allenatore e la squadra sta sposando un progetto di gioco importante. Ma dobbiamo correggere certi aspetti di questi equilibri di squadra che non devono farci stare tranquilli, dobbiamo essere superconcentrati. Si è caricata tanta qualità sulla squadra, ma questo non significa automaticamente caricare equilibrio. Serve trovare equilibrio e quell’atteggiamento di umiltà nell’essere forti, quindi proporre gioco ma anche difendere in maniera determinata. Non si può regalare a Ibrahimovic a 7 minuti dalla fine di dare la firma sulla partita”.

Sul gol di Ibra, chi ha avuto responsabilità? Si è trattato di gioco falloso?“Non voglio appellarmi alla tecnicalità dell’episodio dove però devo essere oggettivo, la palla era più vicina a Ibrahimovic, esiste anche il gioco pericoloso passivo, quindi l’arbitraggio di Di Bello è stato oggettivo. In questo caso non mi appello alla moviola, si vede chiaramente che la palla sia giocabile da Ibrahimovic e non da Becao, dobbiamo piuttosto lavorare sui troppi errori commessi. A me questo gol ricorda molto il gol preso al 95′ a Bologna lo scorso anno con la sforbiciata di Orsolini che portò al gol di Palacio. In quel caso c’era Ekong più vicino alla palla”.

Marino conclude : “In questa situazione siamo tutti responsabili, io per primo, perché evidentemente non sono stato in grado di far capire certi concetti alla squadra. Noi dobbiamo capire, lo dico anche a me stesso, che non devo ritardare nel comunicare a tutti di non eccedere nel compiacerci delle nostre qualità, ma di saper coniugare le qualità e il furore di fare risultato con l’equilibrio. Sono io il primo responsabile e ho la capacità di lanciare dei campanelli d’allarme prima a me e poi ai protagonisti”.

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