Missione compiuta. Ora tocca alla società, chiamata a raddrizzare una stagione complicata

Missione compiuta. Ora tocca alla società, chiamata a raddrizzare una stagione complicata

Il successo sul Cagliari regala all’Udinese un Natale sereno: proprietà e dirigenza possono decidere in maniera più ponderata

di Redazione

Missione compiuta, ora la società decida. L’Udinese si regala un Natale sereno: il successo sul Cagliari (primo ko esterno) vale molto. Per la classifica e perché permetterà alla società di ragionare in maniera più ponderata: è un bene, perché sbagliare le prossime scelte potrebbe essere deleterio.

Partiamo dalla sfida del Friuli. Ci hanno messo il cuore, i bianconeri, che non sono stati perfetti, ma hanno voluto i tre punti e se li sono presi. A dimostrare che le qualità ci sono: non solo fisiche e tecniche, ma anche umane. Bisogna volerle tirare fuori sempre, come avvenuto ieri, e non a intermittenza.

L’avversario non era semplice, nonostante il Cagliari di oggi non sia la squadra scintillante capace di mettere in fila tredici risultati utili. E’ comunque una formazione ostica, che l’Udinese ha ben controllato per larghi tratti della gara: un segnale positivo, uno dei mattoni sui quali costruire il futuro a breve termine.

La squadra ha fatto il proprio dovere in campo, ora tocca alla società. Andiamo con ordine: il primo nodo da risolvere è quello dell’allenatore. Sarebbe bello che Gotti accettasse di guidare il gruppo – almeno fino al termine della stagione -, ma servono certezze nell’immediatezza, anche in prospettiva mercato.

La nostra posizione, a proposito del mercato, è nota. L’organico dei friulani non avrà una qualità media trascendentale, ma in egual misura presenta buone individualità: occorre fare un pò d’ordine, puntellando i reparti maggiormente in sofferenza. Primo dei quali, secondo noi, quello degli esterni: inserirne due di qualità, adatti al 3-5-2, potrebbe incidere in modo considerevole sul destino stagionale dell’Udinese.

Prima ancora, però, bisognerà svolgere un’altra operazione: risolvere il nodo De Paul (a patto che non sia già tutto deciso). Infine, via i doppioni che rischiano di essere controproducenti: per quello che è possibile fare a gennaio, bisognerà fare tutto con lungimiranza.

Quest’anno la salvezza non arriverà per divina concessione, ma la squadra bianconera può conquistarla per meriti. Iniziare il 2020 tenendo presente, fra tutti, due concetti: quello che si è in grado di fare – se lo si vuole – e dove si è sbagliato finora. Con un filo conduttore: cercare di essere una cosa sola: proprietà, dirigenza, squadra, tifosi.

Massimo Pighin

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