MV, il doppio ex Zenoni: “Atalanta stanca dopo la Champions. L’Udinese ha più gamba”

Il doppio ex di Udinese e Atalanta Damiano Zenoni ha parlato del match di domenica

di Redazione
Zenoni

Il doppio ex di Udinese e Atalanta, Damiano Zenoni ha parlato della gara di domenica allo stadio Friuli e del momento delle due squadre. L’ex centr0campista bianconero, ha vestito la maglia friulana dal 2005 al 2007 collezionando 85 presenze. Queste le sue parole a Il Messaggero Veneto: “Martedì l’Atalanta ha faticato, è vero, ma ha fatto pure un’onesta partita. La sfida del Friuli sarà diversa, anche se rispetto a qualche mese fa è giusto riconoscere che ora l’Udinese ha le sue buone chance, senza però dimenticarsi che l’Atalanta è capace di tutto“.

Sull’Atalanta e le fatiche di Champions
“L‘Atalanta non sta bene fisicamente, e se non è assistita da una grande condizione fisica il suo livello di gioco si abbassa”. Non solo: quest’anno la squadra di Gasperini sta pagando la Champions. Spiega Zenoni che questo avviene “soprattutto per l’anomalia di giocare la fase a gironi molto compressa. Scendendo in campo ogni tre giorni viene a mancare il lavoro e tra allenamenti saltati e giocatori fuori uso per Covid il dazio si paga. Zapata e Muriel stanno facendo fatica e l’assenza di Malinovskyi conta. Poi incontri il Midtiylland, già eliminato, e devi correre lo stesso perché in Champions nessuno molla“.

L’Udinese quindi sperare?
Sulla carta l’Udinese adesso ha più forza fisica e più gamba, e con una Dea un po’ stanca è giusto che la metta sul fisico, ma attenzione a non aprirsi troppo, perché se giochi a viso aperto rischi di fare brutte figure“.

Gotti è tornato al 3-5-2
L’Udinese l’ho vista in crescita e ha sempre atteso per poi ripartire, ma dovrà avere il giusto mix perché se cominci a difenderti a oltranza e lasci il pallino del gioco a Gomez e compagni, poi rischi di trovarti travolto dalle giocate di Ilicic, Muriel, Zapata e dello stesso Papu, proprio come avvenne a luglio“.

Di sicuro ha una squadra più competitiva in cui ha inserito Pereyra, Pussetto e Deulofeu che hanno il pregio di conoscere il campionato italiano. Pussetto è il mio preferito. Negli ultimi trenta metri diventa determinante. Ha spunto, forza e corsa fisica, può mettere in difficoltà chiunque. Girato di schiena alla porta fa fatica, ma può fare un po’ di tutto. Poi dico Pereyra, che ha portato esperienza internazionale e qualità . De Paul? Le doti tecniche erano già fuori discussione, ma ora è presente in tutte le zone del campo, anche se magari segna meno, e ha capito come fare la differenza nel campionato italiano“.

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