Udinese, De Paul: “A Udine ho capito come giocare a calcio. Voglio restare in Europa il più a lungo possibile”

Il diez ha rilasciato  alcune dichiarazioni al quotidiano spagnolo Marca

di Redazione

Rodrigo De Paul è ormai una certezza negli undici ideali di Scaloni che affronterà l’Ecuador nel primo match per le qualificazioni ai Mondiali 2022. Il diez ha rilasciato  alcune dichiarazioni al quotidiano spagnolo Marca. Questo un estratto.

Cosa resta di De Paul giocatore del Valencia?

Sono un giocatore diverso, davvero. Ho capito tutto ciò che serve per giocare a calcio. Prima mi bastava giocare bene la palla. Già a Valencia ho trovato un’altra realtà e a Udine l’ho capito completamente. Sono cambiato fisicamente e questo mi ha portato a diventare un giocatore completo. E poi è nata mia figlia e lotto per darle il meglio.

Il tuo gioco si è “italianizzato”?

Il calcio italiano, tatticamente, se hai una mentalità aperta e sai assimilare bene i concetti, ti insegna molto. A centrocampo, fisicamente, devi correre 90 minuti. Ma mi piace perché mi permette di essere sempre in gioco e di stare a lungo a contatto con la palla. Non si tratta del fatto che i centrocampisti siano “cani da caccia” o che rubino palloni, ma di coprire bene il campo e, con l’esperienza, sono migliorato.

Essere più versatili ha ampliato le tue chances nella selezione?

Sì, ho visto che lì, come centrocampista, potevo essere molto utile. Ci conosciamo da tanti anni con Paredes e ci capiamo solo guardandoci. Ci completiamo a vicenda: è tecnicamente incredibile. 

Cosa si aspetta Messi dopo l’estate turbolenta che ha avuto?

È l’unico per il quale non ci sono dubbi di prestazione, anche se la vita dei migliori al mondo non è tranquilla. Ma Leo è abituato a queste situazioni. Sappiamo quindi che darà il meglio. 

Parli molto con il tuo capitano?

Parliamo molto. Abbiamo molto dialogo perché a lui piace parlare molto di calcio, e anche a me. Condividiamo molti amici e abbiamo un rapporto molto fluido, rispettando sempre i momenti l’uno dell’altro, ovviamente.

Vorresti tornare in Spagna un giorno?

Vorrei tornare a LaLiga per l’esperienza, la mentalità e il nome che ho adesso. Non è qualcosa per la quale non ci dormo, ma giocare lì è stata una grande esperienza per me. LaLiga è molto bella, il calcio spagnolo è uno dei migliori e se le circostanze e i progetti risulteranno validi, mi piacerebbe tornarci.

 Tornerai al Racing de Avellaneda alla fine della tua carriera?

Ho sempre sognato di vincere un titolo con Racing e di conquistare un titolo per la mia gente. Ma voglio anche restare in Europa il più a lungo possibile. Ogni giorno mi alleno per poter giocare nell’élite il più a lungo possibile.

Il mercato si è chiuso e proseguirai ancora per un anno con la maglia dell’Udinese. Si è parlato dell’interesse dell’Atlético.

So che l’Atlético Madrid era interessato, con un allenatore, come Cholo, che ha attirato la mia attenzione. Penso che giochino un calcio dinamico che mi piace. Ogni sessione di allenamento sembra per loro una partita ufficiale. Noi, in Argentina, siamo cresciuti con questo. È un club estremamente grande, un club che lotta per cose importanti e, se un giorno succedesse, sarei felice di andarci.

FONTE Marca.com

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