Udinese, Gotti: “Non abbiamo mai parlato del Watford, presumo che questa ipotesi non esista”

Udinese, Gotti: “Non abbiamo mai parlato del Watford, presumo che questa ipotesi non esista”

Mister Gotti ha commentato in conferenza stampa la vittoria sul Sassuolo

di Redazione

Mister Gotti ha commentato in conferenza stampa la vittoria sul Sassuolo:

“Sono molto contento per la vittoria di stasera, non tanto in relazione alla classifica ma alla voglia che abbiamo dimostrato di volerci prendere una vittoria così contro una squadra capace e in forma. Non solo solidità e ripartenza: non è stato questo il nostro modo di gioco durante il campionato. Noi abbiamo avuto la capacità di fare un nostro tipo di gestione della palla, che non va alla ricerca del possesso fine a se stesso. Le caratteristiche di alcuni giocatori che abbiamo fanno in modo che il baricentro della squadra sia spesso fatto in questo modo, ma le partite non sono tutte uguali e gli avversari non sono tutti uguali. Ne viene fuori che i meno attenti possono dire che è una squadra solo di contropiede e questo ci ha agevolato parecchie volte nella gestione delle partite”.

Cosa crede di aver dato all’Udinese? “Ho cercato gradualmente di mettere le mie idee, non portare un monolite precotto e metterlo nello spogliatoio, ho cercato di individuare le prime cose da mettere a posto, da sistemare, a dare degli equilibri un po’ diversi, una gestione diversa della fase offensiva. Questa cosa è diventata sempre più condivisa fino a diventare una squadra a tutti gli effetti”.

Come vede il suo futuro? Il Watford le interesserebbe? “Non abbiamo mai parlato del Watford, quindi presumo che non ci sia questa ipotesi. Invece abbiamo parlato della possibilità di proseguire insieme con l’Udinese. Io sono onorato del fatto che il club pensi di proseguire insieme a me e a mia volta ho dato la piena disponibilità a questa cosa molto bella. Da domani inizieremo a discutere il come pensare di andare avanti insieme”.

Ha timore di perdere pezzi importanti? “Un po’ la strategia aziendale, un po’ la fisiologia di alcuni giocatori che sono qui da diversi anni porta a pensare questa cosa. Ma non è una paura in sé  perché ho alle spalle un club che sa fare calcio, che è in A da tanti anni, non a caso. Quindi comprendere le dinamiche in atto, poi staremo a discutere di come fare queste cose”.

Da vice, come si è sentito poi allenatore? E’ più facile da vice? “Sono due lavori diversi. Hai meno responsabilità da vice perché prendi meno decisioni, ma lo studio delle partite non comporta meno lavoro in campo. Il primo allenatore ha la fortuna di poter gestire bene l’idea complessiva e lavorare su tutte le componenti che la rendono efficace, quest’idea. L’extra campo è meno piacevole”.

Che voto si dà e che voto dà all’Udinese? “Non mi do nessun voto. Sono abbastanza critico e striminzito, mi verrebbe da dire che l’Udinese ha preso una sufficienza piena, ma non si può andare sotto il 7”.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy