Udinese, la Dea non è bendata

Udinese, la Dea non è bendata

L’Atalanta, la Dea, non è affatto bendata e ci vede benissimo e nel finale con un secco 2-0 stende l’Udinese

di Redazione

La Dea non è bendata, almeno in Atalanta – Udinese. Anzi ci vede benissimo. I bianconeri sono protagonisti di una gara difensiva, con un paio di azioni che potevano anche cambiare le sorti della gara capitate sui piedi di Lasagna e De Paul (palo), ma oltre a questo grinta  a parte si è visto davvero poco, o meglio si è vista la solita Udinese targata Tudor, molto grintosa, ma poco intelligente nel gestire le situazioni di gioco. Poco incisiva, senza cervello in mezzo e con una difesa sempre in apnea.

L’Atalanta ha vinto solo nel finale, ma già prima aveva costruito gioco e occasioni: il divario tra le due squadre è enorme, una quarta come l’Udinese di tanti anni fa, l’altra quartultima come l’Atlanta di tanti anni fa. Oggi i bianconeri devono solo continuare a sperare che l’Empoli, dietro di quattro lunghezze continui a fare peggio di lei. Bologna, Spal, Cagliari sono oramai dirette a pieno regime verso il porto salvezza, il Genoa è in calo, ma comunque ancora sopra. Insomma bianconeri e toscani alla fine si giocheranno il posto rimanente, visto che Chievo e Frosinone sono già spacciate, anche se i ciociari non ancora matematicamente.

L’Udinese ha un calendario migliore apparentemente, ma nulla è detto in queste ultime partite. ad esempio proprio a Frosinone i Canarini vorranno salutare il loro pubblico in maniera degna, senza regalare nulla. Diciamo che comunque a quota 38 la salvezza dovrebbe essere cosa fatta, ma tra il dire  e il fare…

L’Udinese è senz’anima e senza gioco (e giocatori) da troppo tempo. Soliti discorsi. Solita speranza: che  come ogni anno ci sia qualcuno che ha fatto peggio. Ma per favore, non si dia la colpa alle assenze.

 

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