Udinese, Marino: “De Paul via a gennaio? No, non facciamo svendite”

Il Direttore dell’Area tecnica dell’Udinese, Pierpaolo Marino ha parlato del futuro di De Paul e della lotta scudetto in Serie A

di Redazione

Il Direttore dell’Area Tecnica dell’Udinese, Pierpaolo Marino ha parlato della situazione relativa alle nazionali relativamente al periodo del Covid. Inoltre Marino ha affrontato glia argomenti in merito al futuro del centrocampista bianconero, Rodrigo De Paul e della lotta scudetto in Serie A. Queste le sue parole ai microfoni di Radio 24: “È atavica la disputa tra Fifa e club riguardo l’utilizzo dei giocatori in Nazionale. Ci sono punti di vista differenti, ma oggi la pandemia ha un po’ accentuato la problematica perché al di là delle difficoltà di dare giocatori per un lungo periodo alle Nazionali, il problema è quello che poi ci sono situazioni di repentaglio alla salute per il virus che lasciano ulteriore perplessità ai club”.

Pericolo infortuni
“Noi con l’Udinese stiamo vivendo una situazione di preoccupazione per Larsen che è con la Danimarca, Nazionale che al momento conta una decina di positivi tra giocatori, allenatore e parte dello staff. Quindi si associa il problema di veder viaggiare i giocatori con le difficoltà di viaggio che ci sono oggi, per farli giocare aumentandone il rischio di farsi male. Gli infortuni stanno colpendo tutti i club dopo i viaggi intercontinentali, figuriamoci le Nazionali. Larsen è stato convocato fuori tempo a causa dell’emergenza creatasi all’interno della Nazionale danese con le numerose positività. Nonostante questo non riusciamo a far valere i diritti di “sconvocazione” per irregolarità formali, intanto il ragazzo deve rimanere in questo contesto rischioso. Non se un giorno i club arriveranno a dire definitivamente do no alle Nazionali: certo perché questo avvenga sarebbe necessario prima di tutto uscire dalla e sarebbe una strada molto complicata. La pandemia può però essere un punto di non ritorno. Attraverso la redistribuzione delle risorse dei diritti TV, i soldi arrivano non solo alla serie A, ma anche alle categorie inferiori. Il momento è molto delicato: Federazione e club hanno visioni molto diverse. I club hanno le loro ragioni perché se non riescono a pagare gli stipendi non si gioca né i campionati né nelle Nazionali. Ci vuole grande equilibrio e maturità da parte di tutte le componenti. Mi piacerebbe che la Fifa studiasse una limitazione alle amichevoli e a competizioni come la Nations League che potrebbero ritornare quando magari saranno arrivati i primi vaccini. Non dimentichiamo che oggi muoiono 600 persone al giorno in Italia e 5-6mila in Europa a causa del Covid.  Senza il rispetto delle regole il meccanismo non va avanti e a subirne per primi i danni sono i proprietari. Viviamo momenti di enorme trepidazione, specialmente ogni volta che si fanno i tamponi. Non possiamo dire che la vita all’interno del club sia normale.
Il futuro di De Paul
“A gennaio non cederemo alcun giocatore importante. Ciò che si legge a riguardo sui giornali in questi giorni non corrisponde ad alcuna azione reale. Con De Paul abbiamo un grande rapporto”.
“Sono al decimo campionato con l’Udinese, seppur in parentesi differenti. Qui c’è un’organizzazione capillare che è assolutamente esaltante. Non ci manca niente per sviluppare in ogni settore tutte le professionalità dirigenziali e tecniche, si bada molto ai particolari. La famiglia Pozzo ha una passione enorme per il calcio e per l’Udinese. È un gran privilegio per me far parte di questa famiglia, ambita da moltissimi giocatori e allenatori”.
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