Udinese-Milan 1-2, quel diavolo di Ibra lascia i bianconeri a bocca asciutta

Un assist e un gol del numero 11 rossonero regalano i tre punti al Milan in una partita che una volenterosa Udinese era riuscita a portare in equilibrio

di Redazione
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Un assist e un gol del numero 11 rossonero regalano i tre punti al Milan di Pioli sempre più saldamente in vetta alla classifica, in una partita che una volenterosa Udinese era riuscita a portare in equilibrio pur lottando contro la prima della classe (per la verità apparsa un po’ affaticata) e avendo davanti un fenomeno sempreverde di nome Zlatan Ibrahimovic

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Il potenziale senza dubbio non manca alla squadra di Gotti, il mercato sorprendentemente scaltro di Marino è stata un’iniezione di qualità per la formazione friulana, ma i troppi regali nelle aree piccole continuano a vanificare un lavoro che c’è e si vede, nonostante l’alibi dell’assenza di Nuytinck.

Per la prima volta Gotti parte dal 4-3-3 che diventa un 4-5-1 in fase di non possesso con linee molto strette volte a neutralizzare le giocate avversarie. Davanti il tridente è composto da Pussetto, Okaka e Deulofeu, in mediana c’è la coppia argentina De Paul-Pereyra, supportati da Arslan in posizione leggermente arretrata. La formazione si completa con la linea difensiva costituita da Larsen, Becao, De Maio e Samir.
L’Udinese vince progressivamente la timidezza punzecchiando gli avversari ma restando imprecisa nelle rifiniture, un vizio che i bianconeri non riescono proprio a scrollarsi di dosso. Al 18’ il Milan passa in vantaggio grazie ad un assist di Ibrahimovic  per Kessié non chiuso da Becao che batte Musso con un destro dal limite; un errore nel posizionamento di Samir permette ai rossoneri di restare in gioco e punire la formazione di casa. Al 23′ l’Udinese spreca una grande occasione in contropiede con Deulofeu, ancora in rodaggio, che non riesce a mettere al centro per Okaka.
Nella ripresa al 47’ l’arbitro concede un calcio di rigore ai friulani per il fallo di Romagnoli su Pussetto. Dal dischetto parte il potente destro di De Paul che non lascia scampo a Donnarumma. L’Udinese riesce a mantenere la parità fino all’83’, quando, con una rocambolesca rovesciata, Ibrahimovic di tibia la butta dentro approfittando di un pallone alzato a campanile da De Maio: il Milan ringrazia e porta a casa i tre punti.
Quinto ko per l’Udinese in sei giornate e tre soli punti in saccoccia. Il potenziale, come si diceva, c’è, non mancano le giocate di qualità, mancano però gol decisivi e punti. Anche il cambio di modulo che a grande richiesta Gotti ha concesso, non ha dato i risultati sperati in termini offensivi. La formazione friulana soffre ancora troppo di sindrome da episodi: una condizione che dopo cinque sconfitte non può più essere imputata alla sfortuna. Importante ora non innervosirsi ma continuare a lavorare anche sulla concentrazione, gli spiragli ci sono.

La consolazione della giornata, almeno a livello statistico, è il rigore finalmente assegnato a favore dei bianconeri: non succedeva da ben 49 partite di campionato, ossia dal 17 aprile 2019, rigore che fu poi sbagliato da De Paul. Per arrivare ad un penalty trasformato, bisogna tornare al 7 aprile 2019 contro l’Empoli quando sempre il diez tirò dal dischetto il gol del pareggio,  pochi minuti dopo Mandragora segnò la rete decisiva del 2-1.

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  1. Orsogp - 1 mese fa

    Perché non avere il coraggio di affermare che il secondo gol è un errore soprattutto di Musso che avrebbe dovuto uscire a pugno sopra Ibra??? Ci fosse stato Scuffet in porta sai che massacro mediatico….

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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