L’Udinese naufraga. La Dea non è bendata e fa la goleada

L’Udinese naufraga. La Dea non è bendata e fa la goleada

Può bastare. Il pomeriggio è nerazzurro, probabilmente solo nero per l’Udinese. E pensare che qualcuno sperava in fiori nei cannoni orobici. Il mazzo gliel’ha fatto Gasperini.

di Redazione

L’Udinese si è spenta. Se col Torino la squadra di Tudor aveva mostrato segnali davvero confortanti, l’esatto contrario è accaduto a Bergamo dove non solo è mancato l’attacco (oramai una csotante al di là del gol lampo di Okaka, illusorio), ma è mancata clamorosamente anche la difesa, ovvero il reparto che fino ad oggi sembrava imperdonabile e dava sicurezza. L’espulsione di Opoku  nella prima frazione non può giustificare la debacle finale che poteva anche essere peggiore.

Onore  e merito alla Dea, bella da vedere come poche squadre in questo momento in Italia: per i tifosi dell’Udinese ricorderà i tempi di Zac o quella squadra di Guidolin che andava a Palermo segnando sette reti. Tempi passati oggi. Si diceva che solo alla decima giornata si può intravedere una sorta di statistica e di classifica veritiera, siamo alla nona e si può ipotizzare che se anche in buona compagnia, la squadra di Tudor dovrà sudarsi la salvezza in un campionato strano dove la Samp, ultima, non appare di certo una squadra materasso.

Per questo serve trovare una soluzione offensiva valida. Chiaro che De Paul mezzala non è fattibile, per quanto sia encomiabile l’esperimento imperterrito del mister croato. Chiaro che Lasagna deve sbloccarsi, chiaro che Okaka non può essere l’unica chiave di volta di un reparto anemico. Il problema sta lì, sperando che i gol a grappoli di Bergamo siano solo una brutta parentesi: se si palesasse una involuzione difensiva sarebbero davvero problemi e attenzione perché anche nelle prime giornate errori sparsi hanno spesso provocato emozioni non consigliabili ai deboli di cuore.

Ora Roma e Genoa diranno qualcosa in più ancora sul valore di questa Udinese che sa dare segni di compattezza, ma anche impertinenti cadute.

LA PARTITA C’è poco da raccontare. L’Udinese illude al 12′ col gol di Okaka. Erroraccio della difesa dell’Atalanta, l’italiano lo sfrutta e, a tu per tu con Gollini, supera l’estremo difensore orobico.
Poi c’è solo Atalanta: 16′ Parata di Musso, Gomez si mette in proprio e punta Becao. Dopo averlo saltato calcia col destro: bravo il portiere ad allungarsi. 23′ Gol di Ilicic: Contropiede fulmineo dell’Atalanta che si conclude con la rete dello sloveno. 32′ Rigore per l’Atalanta: Fallo di Opoku ai danni di Ilicic, nessun dubbio per l’arbitro ed espulsione per il bianconero al secondo giallo. Poi Muriel spiazza Musso dagli 11 metri. 43′ Gol di Ilicic. Doppietta personale dello sloveno, che scarica in porta un sinistro che non lascia scampo a Musso da pochi passi.
47′ Gol di Muriel. Arriva la doppietta anche per il colombiano, al termine un’azione spettacolare dell’Atalanta. L’assist è di Gomez. 51′ Gol di Pasalic. Alla festa del gol si iscrive anche il centrocampista, che con un preciso inserimento sfrutta al meglio un altro assist di Gomez. 54′ Traversa di Ilicic. Sinistro a giro dello slovacco che va vicino alla tripletta. Solo l’incrocio gli nega la gioia. 71′ Samir ne combina una delle sue e atterra Muriel: rigore e giallo per il brasiliano. Muriel fa tripletta. Poi al 87′ Traore perfora ancora l’Udinese e il volto di Tudor si fa leggerissimamente cupo.

Può bastare. Il pomeriggio è nerazzurro, probabilmente solo nero per l’Udinese. E pensare che qualcuno sperava in fiori nei cannoni orobici. Il mazzo gliel’ha fatto Gasperini.

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