Udinese, Pussetto: “Sono sulla strada giusta ma posso e devo fare di più”

L’attaccante dell’Udinese, Ignacio Pussetto ha parlato del suo ritorno in Friuli e della prima parte della stagione dei bianconeri

di Redazione

Dopo il suo approdo all’Udinese nel 2018, l’attaccante argentino Ignacio Pussetto ha accumulato esperienza al Watford in Premier League. Quest’anno l’ex Huracan è tornato in Friuli per rinforzare il reparto avanzato di Gotti e sembra essere diventato un calciatore più maturo e soprattutto sembra essere migliorato nella personalità. Sino ad oggi Pussetto ha messo a segno due reti entrando dalla panchina, due gol decisivi quello contro il Parma ma soprattutto quello contro la Lazio. L’argentino ha parlato del suo ritorno a Udine e della prima parte della stagione dei bianconeri. Queste le sue parole a Il Gazzettino:

Sulla strada giusta
“Non nego di essere soddisfatto, pur restando consapevole che comunque i bilanci si fanno alla fine. Posso e devo fare meglio, però la strada è quella giusta e sta a me non smarrirla». Contro la Lazio è stato tra i migliori, con l’Atalanta sarebbe partito nell’undici”.

Sarà così anche a Torino?
“Uno vuole sempre esserci. È umano. L’Udinese però sta fortunatamente recuperando alcuni elementi e credo di poter dire che per sabato ci sarà abbondanza. Meglio così”.

Contro la Lazio da falso 9, può essere un ruolo importante?
“All’Olimpico serviva giocare in quella maniera. Ora non so quali siano le intenzioni del mister, ma ciò che conta è ripetere a livello collettivo quella prestazione. Ne abbiamo le possibilità, siamo in crescita”.

Con Tudor giocava da esterno di centrocampo. Era un ruolo congeniale oppure era una bugia?
“Nessuna bugia, volevo semmai sottolineare che un calciatore deve essere pronto a svolgere più compiti. Non ero né sono un quinto di centrocampo. Ma se Tudor avesse insistito, avrei dato tutto me stesso per meritarmi la fiducia sua e dell’ambiente, anche agendo in posizione defilata e un tantino arretrata. Se sei disponibile ad assecondare in tutto il tuo allenatore si rafforza la tua mentalità. A parte il fatto che nel calcio moderno bisogna saper fare un po’ tutto. Certo, mi ritengo una seconda punta”.

Udinese dall’anima argentina
“È merito di tutti. L’Udinese è una specie di blocco armato e noi argentini ci troviamo d’amore e d’accordo con il resto del gruppo. Nel bene e nel male, non esistono migliori o peggiori”.

Ora 4 gare difficili, c’è la voglia di chiudere al meglio l’anno?
“È molto importante, questo finale del 2020, che fortunatamente affronteremo con la rosa quasi al completo. Si giocherà ogni tre giorni e servirà l’aiuto di tutti. È chiaro che vogliamo migliorare la posizione: io sono fiducioso, pur tenendo conto che basta niente per cadere. Quindi dovremo evidenziare tutte le nostre qualità caratteriali, atletiche, tecniche e tattiche. In ogni caso è giusto rimarcare che l’Udinese è squadra forte. Dobbiamo pensare che possiamo approdare alla settima-ottava posizione, per cui ci sta anche l’obiettivo di tornare in Europa”.

Torino in difficoltà e con i tifosi in contestazione
“La situazione del Toro, la contestazione, i risultati che non arrivano non ci devono assolutamente interessare. Dobbiamo pensare a noi stessi, a prepararci nel modo migliore per cercare il successo, o comunque per essere protagonisti di una prestazione importante. Anche perché sono convinto che il match sarà ricco di difficoltà”.

Pericolo Belotti
“Lui è il migliore dei granata, ma nella squadra di Giampaolo ci sono altri elementi che sinora si sono espressi al di sotto delle loro possibilità. Quindi dobbiamo mettere in preventivo che potrebbero cambiare marcia e rendersi pure loro pericolosi”.

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