Udinese, quei bravi ragazzi

E salvezza fu. Sofferta, sudata, difficile. Una stagione salvata dai risultati raggiunti nella settimana di calendario in cui nessuno avrebbe scommesso un nichelino su di noi

di Redazione

E salvezza fu. Sofferta, sudata, difficile. Arrivata con matematica certezza dai campi del Bologna che non ha dato scampo al Lecce di Liverani. Una stagione salvata dai risultati raggiunti nella settimana di calendario in cui nessuno avrebbe scommesso un nichelino su di noi. Avreste mai detto a inizio stagione che ci saremmo fatti male, molto male, su partite già praticamente portate a casa e invece perse negli ultimi minuti? Avreste mai detto che Lazio, Napoli Juve ci avrebbero dato 4 punti, quasi 5 se non fosse stato per una magia di Politano?  Errori grossolani e magie tecniche, ingenuità assurde e giocate da fuoriclasse, questa è la nostra Udinese, prendere o lasciare.

Però c’è qualcosa di cui possiamo essere orgogliosi, ed è il senso del gruppo che i nostri giocatori hanno saputo costruire nel tempo, con fatica, anche a spese di Tudor e nonostante le sirene incantatrici del mercato che hanno provato a distrarre i più talentuosi. E chissà che le incursioni del paron Pozzo (il capostipite, perché il figlio era via, intento a salvare – vanamente – la barca del Watford) sui campi e negli spogliatoi non abbiano contribuito alla causa. Noi pensiamo di sì, perché alla fine sono tutti bravi ragazzi, Udine non è una piazza per fighetti.

E nella giornata in cui per noi arriva la matematica salvezza, i cugini d’oltremanica sprofondano in Championship. Inutile nasconderlo, è una soddisfazione per i tifosi bianconeri che si sono sentiti relegati a figliastri nella famiglia Pozzo da quando il Watford è diventato la cocca di casa. Peccato che poi ne pagheremo il prezzo anche noi.

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