A seguire i voti al 2014 del Messaggero Veneto
Portieri
7,5 KARNEZIS Se non fosse per quei due errori commessi nelle ultime due gare con Verona e Sampdoria sarebbe da 8 pieno. Il greco ha avuto un grandissimo impatto con la serie A, nelle prime sei giornate è stato miracoloso e il provvisorio terzo posto in classifica dell’Udinese lo si deve soprattutto alle sue parate. Con Napoli, Cesena, Parma e Palermo le sue partite migliori. Nel 2015 è chiamato a confermarsi evitando magari di incappare in qual piccola “distrazione”. 7 SCUFFET Un 2014 “strano” il suo. Il 1º febbraio, non ancora maggiorenne, ha esordito in serie A ed è stato confermato titolare fino alla fine da Guidolin. Un rendimento medio-alto con un paio di errori contro Torino (gol di El kaddouri) e Verona (rete di Halfredsson). Richiesto dall’Atletico Madrid, ha rifiutato l’offerta spagnola per rimanere a Udine dove però è stato messo a fare la riserva di Karnezis. Due gettoni in coppa Italia il suo scout con un’incertezza sul primo gol romagnolo. Un po’ arrugginito. Chissà se in estate ha fatto la scelta giusta... 5,5 BRKIC Ha messo assieme soltanto quattro presenze, pochine. Però se nel giro di pochi mesi è passato dalla maglia di titolare a quella di terzo portiere un motivo ci sarà. Da incubo la partita con La Lazio: rigore evitabilissimo commesso su Klose e respinta di pugno sulle gambe di Lazzari per il più clamoroso degli autogol. Il mal di schiana durante il riscaldamento di Bologna gli è costato definitivamente il posto. Ha bisogno di andare a giocare. SV KELAVA Un solo gettone, impossibile giudicarlo. Ceduto al Carpi, è rientrato alla base quando ha capito di non essere titolare. Domanda: ma non era meglio giocarsi il posto?
Difensori
7 DANILO Ha cominciato male il 2014 con quel tackle perso con Iturbe libero di lanciarsi verso Brkic per l’1-3 che ha deciso il derby con il Verona. Nei momenti chiave della prima parte del 2014 è stato tra quelli che hanno tirato fuori gli attributi. É stato il difensore che più ha beneficiato del ritorno della linea a quattro, ma anche a tre ha fatto vedere cose importanti. Da incorniciare, non solo per il gol, la sua prestazione con la Sampdoria. 6 HEURTAUX Si chiama discontinuità il suo tallone d’Achille. Il francese ha mezzi fisici importanti, ma a volte si fida troppo di sè stesso e finisce per pagare dazio. In alcune battaglie si esalta – vedi la gara con l’Inter – in altre si perde. Fermandoci al recente passato ha sulla coscienza il gol con la Sampdoria di Gabbiadini, quello del veronese Toni e quello del genoano Matri. Cominciano a essere un po’ troppi. 6 DOMIZZI Qualche problema fisico di troppo ne ha minato il rendimento e la continuità. Quando sta bene continua a essere uno dei migliori difensori italiani della serie A. Ha pagato il passaggio alla difesa a quattro, ora che si è tornati a tre si giocherà il posto ad “armi pari”. 5 BUBNJIC Dei tre croati (Kelava e Mlinar gli altri) era quello con le migliori credenziali. Non si è dimostrato all’altezza, anzi, rispetto alla prima parte del 2014, quando aveva dato segnali di crescita, ha fatto un passo indietro. 5 NALDO Tre soli gettoni, d’accordo, ma la partita di Cagliari è stata da “museo dell’orrore”. Non ha saputo ripercorrere le orme del suo connazionale Danilo. 6,5 BASTA Non è stato la “Furia bionda” delle stagioni precedenti, ma il suo contributo è stato comunque prezioso, specialmente quando Guidolin gli ha chiesto di spostarsi a sinistra. E con il piede mancino ha pure fatto gol al Genoa. 6,5 WIDMER Non ha ancora espresso tutto il suo potenziale. In difesa deve essere più attento, in attacco più intraprendente. Quando cambia marcia diventa difficile stargli dietro. Gran gol con il Genoa, può farne di altri, l’importante è che cresca la sua autostima. 6 GABRIEL SILVA Un infortunio lo ha costretto ai box da agosto a oggi. Nella prima parte della stagione aveva intervallato prove discrete ad altre insufficienti. Il 2015 deve essere l’anno del rilancio. 6 PASQUALE Rientrato alla base dopo l’esperienza al Torino, ha cominciato la stagione zoppicando. Si è ripreso nel finale, esattamente da quando Strama lo ha ributtato nella mischia a Palermo. Ottimo con Cesena (Coppa) e Inter. 6,5 PIRIS La sorpresa della seconda parte del 2014. Un jolly prezioso che dovunque lo metti fa il compito che gli viene richiesto. Il classico giocatore che piace agli allenatori. Peccato per quell’errore con il Genoa che ha dato il là al gol di Matri. SV WAGUE, DOUGLAS, BELMONTE In tre hanno messo assieme sei partite. L’esordio del maliano con la Sampdoria è stato comunque confortante.
Centrocampisti
6,5 BADU Il voto è la media tra il rendimento alto da gennaio a maggio (4 gol segnati sono tanta roba) e quello non del tutto sufficiente della seconda metà dell’anno. I 32 gettoni testimoniano che sia Guidolin che Strama l’hanno considerato indispensabile, la storia dice che dopo l’appuntamento in Coppa d’Africa di ottobre non è stato più lui. Con la Lazio il suo gol più bello, con il Parma la sua partita migliore impreziosita dalla sponda per il gol di Di Natale. 6 PINZI Il suo 2014 è stato condizionato da qualche problema fisico. In estate si è presentato ad Arta Terme in ritardo e ha pagato dazio. Non ha più la gamba per giocare da mezzala, non a caso la sua miglior partita è stata l’ultima, quella con la Sampdoria, quando Strama l’ha piazzato davanti alla difesa. É lì che deve giocare, è lì che può ancora essere utile alla causa. 6,5 ALLAN É il giocatore che ha vinto più contrasti in tutti i campionati europei. Il dato fa un certo effetto, ma è parziale. Perchè sono stati tanti i palloni persi che sono costati gol e seri pericoli per la porta bianconera. Fa disuctere la sua posizione: regista basso o mezzala? Noi votiamo per la seconda soluzione. Con l’Inter la sua migliore partita. A quando il primo gol in serie A? 7 BRUNO FERNANDES Sbaglia ancora troppe cose semplici, non è continuo, ma ricordiamoci che ha appena vent’anni. Appena è stato riproposto dietro un’unica punta si è ritrovato come d’incanto. Con sei gol, dopo DI Natale, è il miglior goleador della squadra. 5,5 GUILHERME É partito bene, poi si è incartato. Più regista che mezzala, ma se poi vai a vedere tutti i gol che l’Udinese ha incassato per le sue mancate chiusure (Matri, Kucka, Radovanovic, Toni) i conti non tornano. La società e il tecnico credono in lui. Il nuovo anno darà una risposta. 5,5 KONE A causa di tanti acciacchi non ha potuto dare il contributo che ci si aspettava da lui. L’ultima prestazione con la Sampdoria ha fatto intravvedere quello che può dare all’Udinese. Il 2015 deve essere il suo anno. 7 PEREYRA Quando ha giocato ad alto livello l’Udinese ha disputato le sue migliori partite dell’ultima era Guidolin. Non è un caso. Due gol, per uno con il suo potenziale, sono troppo pochi. 5 LAZZARI Il Guido lo faceva giocare cercando di mettere un po’ di qualità in un centrocampo di soli corridori. É stato ripagato poco dal bergamasco che si è sentito – a torto –, vittima di giudizi a suo dire troppo severi da parte della critica e dell’ambiente. 5,5 YEBDA Dieci gettoni, il primo a Bologna nella gara chiave della stagione, il secondo da titolare nello scontro diretto vinto con il Chievo. La sua fisicità, in un centrocampo di pesi leggeri, poteva essere più efficace. Un po’ lento, si è dimostrato un giocatore di difficile collocazione nel 3-5-1-1 di Guidolin. SV ZIELINSKI Il talento non gli manca, ma non basta. Adesso sta cercando di ritrovarsi a Empoli dove però non gioca titolare. SV HALLBERG Dopo sedici giornate non ha ancora fatto l’esordio in serie A. SV JADSON Un gettone, quello in occasione della gara con il Livorno.
Attaccanti
8 DI NATALE Totò parla con i numeri. Ventuno gol realizzati, miglior marcatore dell’anno solare davanti a Tevez, Toni e Higuain, gente che ha vinto lo scuetto o che ha disputato l’ultima finale mondiale, mica bazzecole. Ha fatto gol in tutti i medi: da dentro e fuori area, di destro e di sinistro, su punizione e su rigore, addirittura di testa. E adesso le perle in serie A sono 201. Un difetto? Appena due reti lontano dal Friuli. É vero che la squadra non sempre lo supporta a dovere ma anche Totò può fare di meglio. 7 THEREAU Il “fenicottero” francese si è rivelato acquisto preziosissimo. Cinque gol sono un buon bottino, se poi ci aggiungiamo il lavoro di “cucitura” tra centrocampo e attacco ecco che il giudizio su di lui si impreziosisce non poco. Vista la stazza a volte potrebbe sfruttare meglio i suoi centimetri ed essere più cattivo e determinato davanti alla porta. 5,5 NICO LOPEZ Non è mai entrato nelle grazie di Guidolin che gli ha preferito un trequartista puro come Bruno Fernandes. Decisivo in Coppa Italia con il gol qualificazione a San Siro contro il Milan e l’assist a Maicosuel con l’Inter, in campionato si è limitato a timbrare il cartellino del gol a Bologna. A Verona sta facendo benino ma non bene. 5 MURIEL La più grande delusione. I tanti infortuni lo hanno sicuramente frenato ma nelle gare in cui è stato impiegato da titolare non ha incantato, anzi. La miglior partita? I 25’ di Roma con la Lazio prima di uscire per infortunio. Lì si sono visti sprazzi del miglior Muriel. Un gol in campionato (al Genoa su rigore) e due in Coppa Italia, suonano come una condanna per il colombiano che sembra non vedere l’ora di cambiare aria. 5 MAICOSUEL Una partita discreta e quella dopo opaca. Questo è stato il Mago a Udine. Si è guadagnato il rigore con la Lazio, poi ha finito per essere prigioniero del suo individualismo. In Italia si deve giocare a due-tre tocchi al massimo, lui portava sempre troppo palla. Inevitabile il ritorno a fine stagione in patria. SV GEIJO Ha chiuso il 2014 con la buona gara di coppa con il Cesena e con l’ottima prova con la Samp arricchita dalla perla del gol. Adesso si attendono conferme. SV EVANGELISTA Salta l’uomo con facilità, poi in fase di rifinitura ha sempre steccato. Ma la carta d’identità è dalla sua parte. SV ZAPATA Un solo gettone per lui.
Fonte Messaggero Veneto
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