GdS: “Udinese Walace centro di qualità ‘Nato regista, la palla a me'”

Il giocatore bianconero si racconta a La Gazzetta dello Sport

di Redazione

Il giocatore bianconero si racconta a La Gazzetta dello Sport:

“La palla deve stare con te. Questo è il ruolo del play”. Lo dice Walace, brasiliano venticinquenne, cresciuto al Gremio, sbarcato in Europa ad Amburgo e “catturato” dall’Udinese dopo che in un’amichevole estiva a Klagenfurt le aveva segnato due gol con la maglia dell’Hannover. «Lì mi sono trovato bene. Non come ad Amburgo dove mi dissero che ero un difensore. Mi impuntai: mettetemi in panchina, ma io sono un play».

Ora lei è il play titolare dell’Udinese.

«Il mio obiettivo è migliorarmi. Con gli allenamenti. Lavoro per quello. Mi rendo conto di essere cresciuto. Siamo tre registi, c’è anche Jajalo. Tutti forti. Mandragora ha un grande futuro».

Cosa le chiede Gotti?

«Di aiutare la difesa, di dare equilibrio e di fare aggressione. Ma mi adatto pure da mezzala, non mi dispiace».

Pronto per domani?

«Sì. Dobbiamo essere quelli di fine campionato. Quelli che hanno vinto in casa del Sassuolo».

Dovreste segnare di più.

«Vero, ma siamo migliorati. Io prometto che proverò a tirare di più, Ho fatto 8 gol in carriera».

La sua infanzia?

«Sono cresciuto con mia mamma, mia nonna e mia sorella. Papà ci ha lasciati subito. Non l’ho mai visto. Ma da un anno e mezzo ho cominciato a parlarci via Skype. Mi chiede del calcio, dell’Italia».

È pronto per incontrarlo?

«Non ancora».

La sua famiglia è più solida.

«Sì, sono qui con me. Con Camila stiamo insieme da 8 anni e abbiamo due bimbi, uno di 4 e uno di 2, noi brasiliani facciamo in fretta. Mia madre mi ha avuto giovanissima».

Lei ha vinto l’Olimpiade nel 2018 a Rio de Janeiro.

«La gioia più grande della carriera. Davanti a 62 mila persone, battemmo la Germania ai rigori. E giocai».

Mentre ora insegue ancora la Seleçao.

«Ci sono stato, il sogno è tornarci».

 

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