Messaggero Veneto: A Pescara solo per svoltare

Dubbi (Thereau o Perica?) ma non di obiettivo: l’Udinese non vince da 43 giorni

di Redazione

Il Messaggero non concede più alibi ai bianconeri:

Il frattempo è lo spazio che divide il dire dal fare. L’Udinese farà bene a segnarselo, perché vale per il suo campionato, non solo perché è il tema che ha portato ieri a Pescara per un convegno quello che nel mondo del basket americano è mister Gancio Cielo, Kareem Abdul Jabbar, famoso per quel tiro imprendibile per i difensori. A Pescara non si parlava d’altro, anche se il vecchio lungagnone (ormai alle soglie dei 70 anni), chiamato in Italia dall’Oscar Pomilio Blumm forum, arrivato in Italia ha incontrato la Roma – Totti in testa – prima di precedere di qualche ora l’Udinese sull’Adriatico. Obiettivo. La squadra di Delneri è atterrata all’aeroporto Pasquale Liberi poco dopo le 19, per trasferirsi subito nel quartier generale di Francavilla al Mare, a pochi chilometri dal centro di Pescara ma in provincia di Chieti. Ha trovato lo stesso tempo primaverile lasciato in Friuli, quando si è imbarcata con un charter da Ronchi dei Legionari: oggi allo stadio Adriatico si vivrà un altro pomeriggio di sole secondo le previsioni meteo. Più difficile, invece, imbroccare il pronostico: la squadra di Zeman non è un’avversaria impossibile, ma l’Udinese fa parte delle realtà inafferrabili, roba da sfera di cristallo, più che di quella di (vecchio) cuoio. Non vince dal 29 gennaio 2017, quando ha centrato l’unico successo dell’anno solare (contro il Milan) e quindi è a secco di tre punti tutti in una volta da 43 giorni. E non è che ne abbia presi molti altri a furia di pareggi: due in tutto, l’ultimo la scorsa domenica contro la Juventus. Insomma, dire che deve svoltare per dare un senso alla propria stagione è il minimo, anche perché anche l’ultimo alibi, quello del calendario complicato, è acqua passata. Da qui al termine della stagione (undici giornate), l’Udinese affronterà almeno otto avversarie abbordabili, che non lottano per l’Europa, insomma, comprese le tre “disperate” sul fondo della classifica, tra le quali c’è appunto il Pescara. In particolare la prossima tranche di campionato è interessante, considerando che dopo i biancazzurri abruzzesi il programma offrirà a Delneri Palermo, Torino e Genoa. Scelte. A proposito di Gigi da Aquileia. Ieri se ne è andato dal Friuli con una mezza bugia. Ha detto che Thereau sta bene e che se sta bene gioca. Non ha spifferato “quando giocherà”, pur avendo già ben stampato nella testa come utilizzerà il francese. Si tratta di un particolare fondamentale per leggere la partita dell’Udinese, ma il fatto che abbia sottolineato che la squadra svilupperà le variazioni al suo 4-3-3 di base fa pensare che Delneri stia pensando seriamente a un Perica bis all’inizio della partita al posto del signor Cirillo, come è successo contro la Juve, quando Thereau fu lasciato addirittura fuori dalla lista dei convocati. Con il croato là davanti, la squadra bianconera potrebbe proporsi anche con un 4-4-2, dunque. Con Widmer, Angella (Felipe ha dato forfait), Danilo e Samir in difesa davanti a Karnezis, con De Paul, Badu (il vice Fofana), Hallfredsson e Jankto in mediana, con Perica e Zapata in attacco, una soluzione che non dispicerebbe al Panteron colombiano. Thereau? Potrebbe partire dalla panchina per entrare in corsa, magari nell’ultima mezz’ora, considerando che non ha grande autonomia e che il Pescara con Zeman è diventata una squadra “da corsa”. Ma la verità è solo nella testa di Gigi da Aquileia.

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