D’Agostino: Muriel rischia di fare come Balotelli….

di Monica Valendino, @Moval1973

Il caso Muriel è diverso dal mio, non ci sono paragoni.  Muriel ha una richiesta a metà campionato, io no: a fine anno ho avuto una richiesta importante, come si sa non ero io a voler andare, ma l’Udinese a voler vendere tanto che in seguito quelli che erano con me sono andati via in una grande squadra. Io non ho fatto una scelta, ho accettato la politica bianconera che è farti stare a Udine tre anni e poi valorizzarti mandandoti in una grande.  Io ci ho sperato, perché sapevo che volevano vendermi e che la Juve mi voleva, poi è andata com’è andata. Però è ovvio che il rapporto lavorativamente parlando si è rotto, anche se la città la amo sempre e lo dico con tutto il cuore. 

Muriel è un caso diverso. Io ero arrivato in nazionale grazie all’Udinese, ero punto fermo in mezzo al campo, avevo dimostrato quel che potevo dare, lui non ha dimostrato ancora nulla. Per cui se vuole andare via perché non gioca mi ricorda Balotelli, ovvero un talento inespresso che non sa adattarsi. Campioni sulla carta che si esprimono con discontinuità.
Vorrei dargli un consiglio: ora con la crisi che c’è, voler andare via da Udine, con una società sana e in crescita, con una piazza paziente e calorosa, con un allenatore giovane e all’avanguardia è solo per demeriti suoi. Pozzo è innamorato di questo ragazzo, le offerte in passato ci sono state, ma lui lo stima: ma se in campo non dimostri nulla, l’Udinese è un’azienda alla fine….
Certo è che se la sua posizione nasce per un ‘capriccio’, restare in Italia sarebbe un errore. Lasciare Udine non è consigliabile a meno che non sia la società venderti, ma non è questo il suo caso, anzi. Solo se all’estero lo volessero allora avrebbe senso chiedere la cessione, in Italia società sane non ce ne sono. Solo l’Udinese ha un progetto, questo è palese e lo dicono tutti in Italia e non solo.

Arrivando a Udinese-Roma, la favorita è la Roma, con tutto il rispetto che ho per l’Udinese. Credo che in questi due anni la squadra si sia indebolita. Di Natale fa ancora la differenza, è bellissimo che sia così, però vuol dire che non ci sono alternative dietro di lui. Anni fa c’erano alternative in avanti, vedi Qaugliarella, Floro, Pepe, Sanchez, oggi c’è Totò e basta che segna sempre e si gioca ancora per lui. Se la Roma gioca come sa non c’è partita. Poi si gioca in uno stadio cantiere che non dà pressione, l’Udinese potrebbe patire anche questo aspetto. L’unica arma vera che ha oggi è l’agonismo, quello mostrato con la Samp, per arginare la Roma.

Gaetano D’Agostino
©Mondoudinese

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