La politica vincente è quella di Pozzo dal punto di vista sportivo. Dal punto di vista politico vince Lotito. Pozzo fa l'imprenditore in modo classico, non ha altri obiettivi che non siano l'impresa, stadio incluso. La risposta, quindi, tra le differenze tra i due presidenti è questa. Pozzo per redditività è unico. Lotito, invece, ha tessuto una tela di relazioni che lo ha messo ad essere in primo piano in Lega e non solo.
L'Udinese nuova grande col nuovo stadio? Potenzialmente il bacino d'utenza dell'Udinese esiste, non ci sono concorrenti fino a Verona, per cui c'è una parte d'Italia e non solo che può fare mole. La capacità di attrarre esiste: il nuovo stadio potrebbe aiutare ad alzare l'asticella, vediamo se davvero Pozzo tratterrà i giocatori, se lo fa non mi sembra affatto un'idea campata in aria.
Entrambi i presidenti si sono battuti per nuove regole: ma credo che queste purtroppo porteranno alla conservazione di una realtà che non è vincente. Il Parma aveva 200 giocatori alle sue dipendenze, per fare un esempio.
Purtroppo ci saranno scappatoie per le nuove regole, c'è la sensazione è che siano fatte per 'fregare' i concorrenti, piuttosto che per riformare il sistema. Il potere di Lotito è anche in Federcalcio, non solo in Lega: Tavecchio e la vicenda dei libri venduti non è accettabile. Passerà e non se ne parlerà più. Il contesto è quello di un presidente che vende libri ai dilettanti. Una cosa che va al di là dell'avvilimento. Il calcio del resto è lo specchio del Paese, c'è poco altro da dire.
Gianfrancesco Turano @Mondoudinese (Giornalista de l'Espresso, autore di 'Fuori Gioco')
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