Piazzolla: “Far parte dell’Udinese deve essere considerato un onore”

Piazzolla: “Far parte dell’Udinese deve essere considerato un onore”

L’ex Dg, artefice dei primi anni d’oro dell’Udinese, oggi ci spiega la sua opinione sulla situazione bianconera, in virtù anche del ritorno di Pierpaolo Marino che lo sostituì 1998

di Redazione

L’ex Dg, artefice dei primi anni d’oro dell’Udinese, oggi ci spiega la sua opinione sulla situazione bianconera, in virtù anche del ritorno di Pierpaolo Marino che lo sostituì 1998

Che mosse si attende dal nuovo Direttore Sportivo?

“Non ci si deve aspettare il miracolo da Marino. Chi decide i giocatori, soprattutto per la prima fascia, è Gino Pozzo, il ruolo del neo Ds quindi è ora quello di compattare tutto l’ambiente, tenere insieme giocatori e società facendone un blocco unico e questo comporta lavorare duro, sette giorni su sette, stare addosso ai giocatori e risolvere i problemi del quotidiano. Marino ha un compito non facile, ma lui conosce l’ambiente ed è uomo di grande esperienza. Sa che il suo obiettivo è quello di inculcare in ognuno spirito di appartenenza. Dal magazziniere al giocatore, tutti devono ritenere un onore far parte dell’Udinese perché questa società insegna tanto e questo Marino lo sa trasmettere bene”.

L’Udinese potrà ambire all’Europa?

“Sarà dura anche se non impossibile per l’Udinese ambire alle coppe semplicemente perché è il mercato che lo impone, non aspettiamoci più i fasti del passato, adesso tutti sono molto organizzati a livello di scouting. L’Udinese deve lavorare innanzitutto per una tranquilla salvezza e tirare fuori giocatori da cui ricavare plusvalenza, è questo il segreto di una società sana come quella bianconera, ricordiamoci che la gestione di una realtà calcistica richiede costi incredibili”.

Cosa è stato sbagliato negli ultimi anni?

“Gli errori sono stati innanzitutto nella scelta degli allenatori e dei direttori sportivi, poi l’assenza di Gino Pozzo non ha permesso all’ambiente di amalgamarsi. Ora va tutto riorganizzato e ci vuole lavoro, lavoro, lavoro”.

Cosa pensa della conferma di Tudor?

“Devo essere sincero, Tudor mi ha favorevolmente stupito. Arrivare in corsa non è mai semplice per un allenatore e lui l’ha fatto per ben due volte con vera umiltà. Assolutamente ha meritato la conferma, speriamo ora che possa fare una buona programmazione”.

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