Non si può mai ipotecare quel che accadrà in futuro: speriamo che sbocci qualche talento. Totti fin da giovanissimo sapevamo che sarebbe diventato un grande. Totò è arrivato a consacrarsi quando aveva già un po' di anni. Chissà che tra i giovani di adesso qualcuno non venga fuori per sostituirli degnamente: al di là delle potenzialità che ci sono, difficilmente però i giovani bravi matureranno in Italia. Vanno all'estero, c'è poco da fare. I tifosi possono parlare e sperare, ma finché ci sono questi problemi economici sarà difficile veder fiorire in Italia qualche campione.

Udinese: parla Bruno Pizzul

Abbiamo, poi, questa grande voglia di trovare sostituti subito, ma così facendo c'è il rischio di individuare troppo presto un potenziale campione: Verratti è bravo, ma serve cautela prima di dire che diventerà un altro Totti. E' anche vero che chi arriva in U21 non riesce a fare più il salto tra i grandi: dalle nostre parti un problema è legato al fatto che non si accettano risultati negativi. Tre partite perse di fila comportano un rischio di esonero, per cui i tecnici cercano il risultato a tutti i costi e c'è mancanza di coraggio verso i giovani. Si pensa che la loro inesperienza possa comportare qualche problema nella quadratura della squadra, i tecnici hanno quindi paura a metterli in campo. C'è una apparente incapacità di fare carriera nei giovani, ma c'è anche poco coraggio. Se molti di loro smettono di giocare a calcio c'è da dire che nei campetti dove crescono manca il divertimento, si creano tante aspettative e pressioni e loro mollano. E' un problema delicato. C'è una mentalità che sarebbe da cambiare, più che inserire nuove normative. Non si può obbligare qualcuno a far giocare i giovani, serve una nuova scuola di pensiero.

Bruno Pizzul @MondoUdinese

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