Abbiamo capito tutti che nelle ultime tre uscite l’Udinese ha ritrovato le sue caratteristiche : grinta, volontà, reattività. Questo merito va ascritto a Stramaccioni e al rapporto che, dopo certosino lavoro, è riuscito ad instaurare con ragazzi di nazionalità diverse.  Non deve essere facile coniugare elementi comuni con tante differenze etniche, non ultima la lingua.

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Ora Strama è chiamato ad un altro duro lavoro, di concerto con la società, e guardare concretamente al futuro per attuare un vero e proprio cambio generazionale.

Poiché nessuno di noi si aspetta traguardi celesti, ma una onorevole salvezza, è bene fare questo pensiero anche alla luce di ciò che abbiamo potuto constatare col Sassuolo dove Diogene Strama cercava qualcuno da far giocare in attacco.

Cambio generazionale non significa buttare tutto all’aria, ma prendere coscienza che Totò Di Natale può prendere il raffreddore e che, come anche Domizzi, fisiologicamente può mostrare qualche limite di tenuta fisica.

Che Guilherme deve concludere l’allattamento, che Kone ha giocate sinusoidali, che Geijo lo rivedremo più o meno verso Quaresima, e che Badu quando tornerà dalla Coppa d’Africa sarà come un limone siciliano … spremuto. Toccò ad Asamoah, toccherà anche a lui.

Questo per dire che rimangono sicuramente dei punti fissi quali Karnezis, salvo strategie di mercato che favoriscano Scuffet, il cui pedaggio da pagare sembra un mutuo eterno, Danilo, che in fondo cova ambizioni metropolitane, Widmer circondato da canocchiali foresti ,Piris ,una bella sorpresa e pochi altri.

Nei sei mesi che rimangono si potrebbe fare una revisione generale per preparare la futura Udinese attingendo ai tanti virgulti che ha in giro per il mondo e anche in casa a cominciare da Charles Hallberg, svedesino di 20 anni e da Nabil Jaadi 19 anni, al pensiero del quale mi sale persino la glicemia. Un ragazzo belga di grande spessore tecnico, velocità e gioventù.

Cominciamo da questi con un unico punto fermo : Allan che in certe partite sembra un ET anche per la sua bellezza (?). Sia chiaro che il mio è un discorso accademico, ma solo per quanto riguarda i nomi non il concetto.

Abbiamo la persona giusta per attuarlo e in questa filosofia non vorrei trascurare la presenza di Stankovic, prezioso a togliere ragnatele e iniettare stimoli giusti. Si tratta di un processo doveroso, che non significa rivoluzionare o rivoltare tutto, ma riproporre un nuovo futuro generoso come il passato, con gente nuova che abbia qualità fame e avambracci solidi per alzare qualcosa.

Rientrerà Angella dal Regno Unito e non è poco, per il resto provare i giovani di cui detto sopra, non mi sembra blasfemo. E ad Andrea Strama non mancano certo né capacità, né coraggio.

Facciamo attenzione, sto parlando di futuro non di presente.  Oggi la squadra ha bisogno di integrare con ragionevole immediatezza il reparto avanzato e di un paio di giocatori nel mezzo con caratteristiche ben definite e futuribili. Anche il reparto arretrato ha bisogno di nuova linfa, basta pesare i 24 gol subiti, e non costringere il Mister a rimescolare continuamente le carte. Non si può pretendere che faccia anche il Casanova !

E’ l’anno giusto per diminuire il tasso di disoccupazione giovanile e invertire il trend statistico. Con l’intuito dei Pozzo e con Stramaccioni si può fare, senza usare la rete di protezione .

Del resto in questo Circo che è diventato il nostro calcio qualche numero di alta acrobazia ci può stare no ?

Lorenzo Petiziol @Mondoudinese

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