Alla faccia delle voci, alla faccia degli espertoni, alla faccia delle critiche: l’Udinese, liberata mentalmente dalla zavorra di dover far punti obbligatoriamente, pareggia con la Fiorentina, ma ha da recriminare. Per i cinque minuti di distrazioni che hanno regalato due occasioni e due gol alla Fiorentina, per qualche occasione sbagliata. Ma quel che conta è che la squadra c’è. Chi si sbagliava? Forse a Udine qualcuno pur di parlare fa solo il male della squadra, ma questo chiacchiericcio ha creato quella compattezza dentro e fuori dal campo che è proprio la sua forza.
Stramaccioni, condottiero in discussione solo per chi non conosce le vicende bianconere a fondo, ha saputo prima capire, poi cambiare, poi limare i difetti: c’è voluto tempo, come conviene a un ‹ anno zero ›, ma alla fine - a primavera - a salvezza ottenuta e con una partita in meno (col Parma), ha messo più di una pietra angolare sul futuro.
Ora la palla passa alla società che dovrà mantenere fede ai propositi fatti sulla simbiosi nuovo stadi-ambizioni: questa Udinese, con mister Copperfield in panchina, ha ottenuto vittorie importanti, ma anche cadute frutto di una qualità da migliorare e una gioventù da crescere. Ma guai a pensare di rivoluzionare ancora, guai a non mantenere la promessa di privarsi solo di un giocatore e, al massimo, di chi se ne vuole andare: questa Udinese con gli innesti giusti può davvero ingrandirsi, anche perché in serie A la progettualità è cosa per pochi e chi, come i Pozzo, possono permettersela deve sfruttarla al massimo, capitalizzare la mediocrità altrui per emergere.
Già ora l’Udinese è può ambire a chiudere la stagione puntando a superare le milanesi e, chissà, giocare per l’ottavo posto (tabellone principale di C. Italia, maggiori introiti tv): il tutto ricordando che quanto si sta facendo era previsto, studiato, ritenuto normale in un anno che raccoglieva eredità pesanti in tutti i sensi.
Ora i critici diranno ‹ meglio tardi che mai ›, noi ribattiamo che questa Udinese è nata già in estate, con esperimenti, con i primi risultati e con tanti episodi (infortuni e non solo) senza i quali ora avrebbe anche qualche punto in più. Chi si lamenta ancora è in malafede, oppure non capisce quello che sta nascendo: Pinzi rigenerato, Wague inventato, Widmer affermato, Allan confermato, Spartacus Kone prezioso: il dubbio è, come detto, come la società risponderà sul mercato. Carnevale ha raccontato a questo giornale che si farà trovare pronta anche con giocatori esperti. Magari davanti, così Totò - magari - cambia idea e - magari - con quel nome sempre che ronza (Quagliarella) a far da chioccia e a portare avanti la tradizione di attacchi sempre forti. Solo quest’anno si è faticato, ma Stramaccioni per fortuna che ha consigliato Thereau e che Totò non ha deluso, perché altrimenti altro che ‹ corto › sarebbe stato. attendendo i vari Perica e Aguirre, c’è però modo di rimediare, come detto.
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