Quando Stramaccioni parla di 'anno zero' e di ricostruzione dice la verità. Ma la verità è anche la realtà, che dice che attualmente la classifica vede ben otto squadre in 5 punti: dalla seconda (la Lazio) alla decima (il Palermo) tutte hanno il diritto di sognare. Nessuno può toglierglielo, pur tenendo i piedi per terra, come l'Udinese nona, che ha davanti anche Fiorentina, Milan, Genoa, Samp e Napoli. Insomma una bella schiera di formazioni costruite per ambire all'Europa.
Fare statistiche, calcoli sugli scontri diretti è cosa stupida alla sedicesima giornata. Diciamo che gennaio potrebbe dare una bella sferzata alla classifica, con i bianconeri che hanno davanti un tour de force. Roma in casa martedì, poi il Sassuolo, il Cagliari e l'Empoli, con in mezzo la Coppa Italia contro il Napoli, ma questa è un'altra storia.
Sulla carta il calendario è abbordabile, anzi è il tipico calendario che se sfruttato a dovere ti fa fare il salto di qualità. Quello che è mancato da un anno a questa parte, quello sul quale sta lavorando Strama.
Ma calma: l'Udinese è un cantiere perché sta ricostruendo il dopo-Guidolin, ma è un cantiere anche per assenze e possibili partenze e arrivi.
Il caso Muriel è conosciuto: trattenerlo a questo punto però diventa un dubbio enorme. Gaetano D'Agostino però ha centrato il punto: l'Udinese non sarà perfetta (non lo è la Juve, figuriamoci), ma come società in Italia è tra le pochissime che può dire no perché ha dei conti talmente in verde che abbagliano. Non è poco, così come non è poco capire che questa città è fertile come nessun'altra, per carattere dei friulani, che lasciano vivere e crescere. Però non perdonano: e Muriel a questo punto deve dimostrare davvero che merita il nomignolo di campione, che per ora è solamente un'etichetta visto che in campo non ha fatto nulla. Farlo dopo essersi esposto così sarà ancora più dura, ma andare via in società non all'altezza economica e sportiva dell'Udinese e che non perdonano fallimenti è rischioso. Auguri e che la forza sia con voi direbbe il maestro Jedi a chi deve prendere la decisione.
Un caso, comunque, che non intacca la squadra: la cui forza è nel carattere più che nelle qualità. E' vero che questa Udinese non è lontanamente paragonabile a quella arrivata terza con Guidolin, ma ha carattere e se lo mostra come a Genova, allora quel nono posto a cinque lunghezze dalla terza può accorciarsi. Il carattere, sottolinea Turci, evidenzia anche le qualità dei singoli, purtroppo questa qualità carattere è mancato troppo spesso quando si sono gettate occasioni per avere una classifica ancora migliore.
E con la Roma di carattere ne servirà tanto: vuoi per le squalifiche, vuoi per gli infortuni. Ma su questo aspetto è chiara la politica di Strama: la rosa va sfruttata al meglio e gioca chi merita e sta bene. L'esempio di Wague (peccato averlo perso per le nazionali appena visto all'opera), è lampante. Così come quello di Geijo oramai più che alternativa davanti.
Con la Roma, sicuramente, lo scoglio più ostico da superare a gennaio, coppa a parte. Uno spartiacque, perché arriva dopo l'ultima partita in casa con il Verona dove si è perso malamente prima di andare a Genova. Il fortino 'Friuli' è per tre quarti abbattuto causa lavori e questo è un aspetto che influisce parecchio in chi sta in campo. La pressione di un catino è diversa di quella di una sola tribuna (con qualche gufo, i soliti dotti e gli altri tifosi).
Per cui guai a pensare di voler competere per il terzo posto, ma guai anche a sentirsi solo squadra da salvezza. Carattere significa anche voler stupire e giocarsela con tutti, volta per volta. Si comincia con la Roma, se si supera quest'ostacolo poi l'inverno sta poco a portare alla primavera...
Per concludere riprendendo ancora le parole di Strama ('anno zero'), facciamo che sia l'anno in cui l'Udinese si identifica definitivamente con la sua terra: limitando le distanze tra giocatori e tifosi, ma soprattutto facendo capire ai molti stranieri qual è il carattere udinese. Fiero come quello delle tigri, arcigno come le Alpi che troneggiano dietro la città, mai domo anche dopo le cadute.
Moval@Mondoudinese
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