Colpe e colpevoli

di Monica Valendino, @Moval1973

Chi fischia oggi Stramaccioni oggi dovrebbe ricordare alcuni fatti sui quali la società ha visto male questa volta. L’errore più grande, forse, il vero peccato originale è nato in estate – prima dell’arrivo di Strama – lasciando sfuggire Aranguiz. Operazione che ancora oggi appare incomprensibile: avere in mano un gioiello, ma lasciare anche una clausola nel contratto di prestito in favore dell’Internazionale. Un autogol che oggi viene pagato caro, visto che a centrocampo Guilherme sta deludendo. Non è poco: perché se Allan e Kone svolgono a pieno il loro dovere nella mediana a cinque, difendendo e attaccando, in mezzo manca un metronomo: a volte lo si vede, altre si spegne. Manca di continuità, insomma. Aranguiz avrebbe dato più qualità e più quantità.
Nello stesso tempo si è lasciato partire Lopez con una operazione economica da Oscar, ma purtroppo invece di sostituirlo (trattenendo anche Aguirre se proprio non si trovava altro), si è puntato tutto su Muriel. Scelta che doveva essere ragionata di più, visto che il feeling tra il colombiano l’Udinese e Udine non era mai sbocciato. Forse, dare allora a Strama la possibilità di giocare con due trequartisti e una punta sarebbe stato una svolta importante e un’anticipazione sui tempi di lavoro, che ancora oggi vedono il tecnico romano a dover mettere sui cancelli il cartello ‘lavori in corso’.

Venduto anche Muriel, sono arrivati Aguirre (che a Empoli non aveva trovato spazio,, ma sul quale tutti dicono un gran bene) e l’oggetto misterioso Perica. Entrambi, se lasciati lavorare in pace, chissà fra un anno ci stupiranno, ma nell’immediato la realtà è che Strama può giocare solo con Di Natale e Thereau e al massimo Fernandes trequartista aggiunto. Ninna e Quagliarella sono rimasti sogni nel cassetto, ma se il granata è stato bloccato da Ciro, Niang al Genoa fa venire un po’ di rabbia, perché il bilancio dell’Udinese se lo poteva permettere.  Il ds Giaretta, proprio attraverso queste pagine ha spiegato che avrebbe messo in discussione l’equilibrio nello spogliatoio a causa dell’ingaggio. Possibile, ma si è arrivati a discutere dell’ingaggio prima di tirare le somme?

In difesa, poi, Strama si è dovuto inventare Piris (per fortuna), ma la società non si era premunita pensando che l’era dei senatori, comunque, stava finendo e che l’anno zero doveva avere già alcune basi solide.

Oggi leggiamo di paragoni con Pioli: ebbene, il tecnico laziale ha ereditato una squadra già formata, mentalmente e tatticamente, Strama ha ereditato macerie di uno spogliatoi da ricostruire, ha dovuto cancellare pian piano il ricordi di quattro anni di gestione ottima, (tranne l’ultimo), ma anche diverso.

Strama sta dando un’identità all’Udinese: la caduta con  la Lazio, certamente fa male. Ma quando si subiscono tanti torti è naturale che si ha paura perfino di un semplice contrasto di gioco, perché poi si teme il fischio dell’arbitro di turno. Su questo la società si è fatta sentire, ma ha fatto davvero abbastanza? Qui non si tratta più di sudditanza (l’Empoli non è una big), qui si tratta o di mediocrità o di pensieri che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione.

Ma se gli errori dei fischietti fanno parte del gioco, quelli sul mercato si stanno pagando caro. Ed è inutile, come detto, parare sul pianista.

©Mondoudinese

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