Vedi Napoli e puoi muori... O meglio, ti suicidi. Come ha fatto ieri pomeriggio al San Paolo l'Udinese, che di fatto ha regalato la vittoria alla formazione di Rafael Benitez. Il risultato parla chiaro: 3-1 a favore dei padroni di casa, ma, senza nulla togliere ad Hamsik & compagni, a pesare sull'esito finale sono stati soprattutto gli errori dei bianconeri.
Entrati in campo eccessivamente distratti e "leggeri", gli uomini di Andrea Stramaccioni hanno avuto il merito di rientrare in partita dopo il 2-0, creando diversi pericoli alla difesa azzurra e trovando il meritato gol con Thereau (dopo aver colpito una traversa con Allan). Tutto lasciava presagire a una incredibile rimonta, ma nel momento-clou un episodio sfortunato ha nuovamente tagliato le gambe ai friulani come avvenuto in altre circostanze. Da quel momento le certezze dell'Udinese sono crollate e per il Napoli la strada si è messa improvvisamente in discesa. L'occasione di allungare la striscia di risultati positivi è così sfumata, come la possibilità di guardare con interesse la parte alta della classifica. E i motivi sono diversi. Sicuramente, come dicevamo, gli episodi hanno giocato contro (vedi il rimpallo di mano a favore di Mertens nell'1-0 o, ancor più, lo sciagurato intervento di Thereau in area che ha chiuso l'incontro), ma ci sono altri elementi che hanno avuto un certo peso. In primis la mancanza di cambi. Stramaccioni per l'ennesima volta ha avuto a disposizione una rosa ristretta e ieri più mai questo handicap si è avvertito. Dalla panchina del Napoli si è alzato Callejon, da quella bianconera Aguirre. Con tutto il rispetto, il gap è innegabile. Ma questa situazione di emergenza è prossima alla soluzione (facendo tutti gli scongiuri del caso). Con la Lazio, infatti, rientreranno i nazionali Badu, Evangelista e Zapata, oltre a Di Natale, che ieri ha saltato la sfida al San Paolo per squalifica. Mancheranno ancora, invece, gli infortunati Domizzi, Geijo e Pinzi, oltre agli squalificati Pasquale e Kone, il quale dovrà scontare il terzo (e ultimo) turno di stop. Ma non è solo la panchina corta ad aver inciso negativamente. Ciò che è piaciuto poco è stata la mancanza di reazione dopo l'autogol di Thereau. Un atteggiamento in controtendenza rispetto le uscite precedenti. Anche a risultato ormai acquisito, infatti, ci si aspettava un comportamento diverso dal parte dei friulani. E il primo a essere rimasto deluso è stato proprio Strama, che al termine della gara ha fatto tremare i muri dello spogliatoio. Nulla, comunque, è compromesso in termini di classifica. Dieci punti di vantaggio sulla terzultima non sono pochi e consentono di guardare con serenità ai prossimi impegni. A iniziare dalla sfida con la Lazio in programma domenica, l'occasione giusta per ricominciare a volare.
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