"Bianconeri dal 1896". È uno dei striscioni che più comunemente si leggono sugli spalti, sponda friulana, quando Udinese e Juventus si scontrano. Perché la "parentela" legata ai colori è arrivata qualche anno dopo la fondazione del club torinese, mentre la prima vera squadra bianconera italiana è solo quella di Udine. Ma questa è una storia che tutti conoscono, ormai.
Come si conosce la rivalità, figlia anche di questo "derby dei colori", tra le due formazioni accesa da decenni. Certo, sul piano di vista storico non c'è confronto: la Juve ha i titoli per guardare dall'alto al basso metà dei club europei e mondiali, mentre l'Udinese onestamente non ha mai vinto nemmeno la Coppa Italia. Ma quando sono sullo stesso campo, tutto cambia: da provinciale i friulani diventano il Real Madrid, dando anima e corpo per il risultato.
Certo è che le sfide tra queste due hanno visto eventi importantissimi: uno su tutti l'infortunio di Del Piero al Friuli nel '98, cosa che fece preoccupare non solo i "drughi" ma tutti gli amanti del calcio italiani. Che cosa significa quindi Udinese-Juventus? Apparentemente non granché, dato che la formazione di Allegri è sempre più in alto e quella di Strama deve ancora salvarsi. Ma c'è una partita nella partita.
Perché nell'animo friulano bruciano ancora per i torti subiti dai piemontesi in questi anni, dai gol beffardi all'ultimo secondo ai rigori bluff che gli avversari sono stati bravi a simulare. E in tutto questo pagano gli arbitri, che come ha scritto il Presidente "fanno il mestiere più difficile al mondo". Chissà se domenica si riuscirà a vedere finalmente del bel calcio, una partita che si rispetti senza il bisogno che nessuno recrimini per ipotetici "furti". Questo dovrebbe chiamarsi calcio, dovrebbero impararlo tutti.
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