Il caos Parma è, come abbiamo cercato di spiegare, senza fine. Il rinvio della gara con l'Udinese diventerà probabilmente annullamento. Anche perché come riporta la Gazzetta di Parma "sono poco più di 70.000 euro. Bri-ciole per una società di calcio di serie A. Eppure il Parma, con buona pace dell'allora «rassicurante» patron Ghirardi, lo scorso ottobre non aveva (o co-munque non ha sborsato) nemmeno quelli. Tanto da far di-ventare definitivamente esecutivo, senza fare opposizione, un decreto ingiuntivo di 71.610 euro chiesto da un agente sportivo. Che ieri mattina ha presentato in tribunale istanza di fallimento nei confronti del Parma. Insieme alla sua richiesta, anche quelle di altri due colleghi con crediti di 206.000 e di 100.000 euro verso la società crociata". IL Paradosso: che tutto questo si incroci mentre si doveva giocare la partita contro i bianconeri è il paradosso della vicenda, se vogliamo se non il dramma. Perché da una parte c'è un club proveniente già da un crack (più drammatico, quello Parmalat che coinvolse molti piccoli risparmiatori), ma che avrebbe dovuto insegnare qualcosa. Invece no. Una dirigenza 'allegra' e debiti a non finire. Dall'altra parte l'Udinese modello di virtù, bilancio con attivi sempre da record, quasi sempre prima in Serie A su questo aspetto, nuovo stadio di proprietà che sta per essere completato, giocatori pagati puntualmente. Ieri chiacchierando qua e là proprio con loro, soprattutto gli stranieri ci chiedevano come mai potesse succedere in Italia una cosa simile. Una risposta che abbiamo potuto dare è di guardare l'Italia nel suo insieme, nei suoi faccendieri, mentre un consiglio è stato quello di guardarsene bene prima di andare via. Non tanto da tifosi, ma perché perfino le grandi (Juve, Lazio e Roma a parte) hanno tutte problemi, ma le capitoline, proprio come il Parma, hanno rischiato grosso, proprio come accaduto al Napoli che forse oggi qualcuno si dimentica che ha visto la C per fallimento.
Qui Parma: Il caos Parma, che porterà al fallimento arriverà da lunedì quando gli altri due creditori potrebbero affollare la cancelleria fallimentare. Tre istanze che vanno a sommarsi a quella di un fornitore, presentata mercoledì scorso. E soprattutto alla richiesta della procura, che si è fatta avanti dopo che due cre- ditori avevano desistito. E' mol- to probabile che tutti questi ca- si vengano riuniti e discussi nel- l'udienza già fissata per il 19 marzo. Quasi 400.000 euro il credito complessivo dei tre agenti. Tra i milioni che girano oggi nel calcio ci si chiede come certe cifre possano portare a tutto questo. Ma il punto è che questo è solo la cima di un iceberg. Sotto 100 milioni almeno di debito e faccendieri che hanno, purtroppo, gestito il club. I tre punti all'Udinese Ovviamente ieri la Lega, la Fifg, d'accordo con la Prefettura di Parma hanno usato cautela: rinvio. Ma il punto è che in questa situazione sembra fantascienza pensare ci siano le condizioni che qualcuno copri il Parma prima del fallimento. Solo un folle si accollerebbe un buco di bilancio senza fine. Si attenderà il fallimento, decretato probabilmente nell'udienza già fissata il 19 marzo. Poi che sarà sarà. La Gazzetta di Parma parla di 'ormai ex crociati, anche se in un paio di casi ancora di proprietà del Parma Football Club. Nulla di più si sa sulla loro identità. Ma chiare sono le cifre che i tre agenti hanno messo nero su bianco: per quanto riguarda i crediti di 206.000 e 100.000 euro, si tratta di somme frutto di un accordo tra i procuratori e la società che compare in una scrittura privata'. Come giocare da qui a marzo? Impossibile, viene da dire. Solo che per escludere il Parma dal campionato serve che la squadra si rifiuti di scendere in campo, o meglio non possa farlo, per quattro gare di seguito. Poi addio. E tre punti all'Udinese e a tutte le squadre che da oggi l'avrebbero dovuta affrontare. Mentre, essendo già cominciato il ritorno, le squadre che l'hanno affrontata, con 9 punti presi dai ducali meritatamente (vedi Roma) si roderanno. IL regolamento è questo a meno che Tavecchio per la Lega e Beretta per la Figc non decidano altre soluzioni cambiando le carte in tavola e cercando di riequilibrare una Serie A comunque falsata. Solidarietà: La cosa più bella di tutta questa triste vicenda è in redazione, sui social network ci sono state manifestazioni di solidarietà verso i tifosi, le uniche vittime. Loro, al di là di ogni rivalità sportiva possibile, sono le uniche vittime a cui va tutta la nostra comprensione Consolarli è impossibile, la rabbia che provano è comprensibile. Capirete perché, proprio dopo i primi atti - da censurare - di violenze sulle case di dirigenti, si aveva paura che giocando a porte chiuse centinaia di persone si potessero affollare per protesta. Impossibile permetterlo, ma impossibile anche giocare visto che, per fare un esempio, il generatore per l'elettricità tanto promesso avrebbe coperto al massimo 90 minuti l'impianto. Pensate che un ospedale, a volte, in casi black out può andare avanti 2-3 ore al massimo, ma ha più generatori autonomi. Insomma una balla creata anche in questo caso per dare illusioni a tifosi che meriterebbero certezze. Le prime vittime sono loro. Chi rimborserà gli abbonati, considerati di fatto gli ultimi dei creditori. Pensate a una famiglia che ha sborsato più di mille euro per vedere la sua squadra che solo l'anno scorso aveva raggiunto in classifica l'Europa. A proposito, come mai in quell'esclusione passata sotto tono, tra i festeggiamenti del Torino, nessuno si è preoccupato di capire che qualcosa non quadrava? Addio prematuro? Certo, all'udienza manca ancora poco meno di un mese. In teoria ci sarebbe tutto il tempo per tappare questi buchi. Ma il rosso pare ormai aggirarsi sui 100 milioni. E soldi che non entrano. Perché le promesse finora non hanno portato a nulla. E se è vero che il fallimento non è stato dichiarato, lo stato di insolvenza è sotto gli occhi di tutti. Non c'è alcuna inchiesta aperta per bancarotta fraudolenta, ma non è detto che la procura aspetti l'ufficializzazione del crac da parte del tribunale. Possibile, ma tutt'altro che scontato. Perché i motori potrebbero mettersi in moto molto prima. Per questo tutto porta a pensare a un addio prematuro al Parma, il cui titolo sportivo verrà salvato dal sindaco Pizzarotti, ma il cui destino sportivo sarà nelle leghe minori. Svincolati: In ultimo in questi giorni, la pazienza concessa da capitan Lucarelli potrebbe finire e molti calciatori potrebbero fare come icolleghi Cassano e Felipe. La Barca sta per essere abbandonata, a quanto pare da tutti. Loro potranno trovare posto altrove già da subito, magari proprio all'Udinese, chissà. Sarebbe un ulteriore incrocio di una sfida surreale nata nella nebbia padana e finita al buio. In tutti i sensi. ©Mondoudinese
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