Il calcio se ripartirà sarà a porte chiuse. E il mercato sarà ai minimi termini

Il calcio se ripartirà sarà a porte chiuse. E il mercato sarà ai minimi termini

De Paul a 40 milioni? Utopia. Ci sarà chi rimpiangerà di non averlo ceduto prima, tanto per rimanere a Udine e fare un esempio. Sarà un mondo diverso, speriamo migliore in tutti i sensi con un calcio più a misura di tifoso e mio attaccato a sponsor e tv. 

di Redazione

Il ministro per lo sport, Vincenzo Spadafora, oltre ad annunciare ulteriori restrizioni per i podisti dell’ultima ora, dei furbetti dello scarpino da ginnastica che eludono le restrizioni cercando di mostrarsi come atleti pronti per andare a Tokyo (ignari che l’Olimpiade è in grosso dubbio), ha parlato anche di calcio. Annunciando che l’auspico, sottolineiamo l’auspicio, è di far ripartire tutto il 3 maggio ma tuto dipenderà dall’andamento del contagio a livello nazionale, tanto che il premier Conte (ai massimi livelli di gradimento) ha specificato che le restrizioni continueranno ben oltre il 5 aprile. Come a dire le date ad oggi sono fittizie e il calcio si adegua, anche sugli allenamenti perché è impensabile mettere divieti alle persone e non ai giocatori.

Inoltre il ministro ha affermato che se tutto andrà bene il calcio concluderà il campionato a porte chiuse, anticipando anche altre norme che su queste pagine abbiamo paventato: le riaperture saranno graduali e le ultime attività a muoversi saranno quelle che consentono assembramenti. Perché il virus continuerà per mesi a circolare e servirà una profilassi continua, anche se l’emergenza finirà.

Poi la questione ingaggi: “Sono perfettamente d’accordo con il presidente della Figc, Gabriele Gravina: non solo gli ingaggi dei calciatori non devono essere un tabù, ma quando supereremo – speriamo prima possibile – quest’emergenza sanitaria, le priorità di questo Paese saranno tante e tali, per cui dovremo mettere in discussione tante cose che riguardano l’occupazione, l’industria italiana, i lavoratori autonomi. Direi, quindi, che il tema degli stipendi dei calciatori non sarà un problema, oltre a non essere un tabù. Non lo metterei neanche nella lista dei problemi”. Lo ha detto il ministro intervenendo a Speciale Tg3 ‘Ce la faremo’.  “Abbiamo visto quanto il mondo del calcio sia importante per gli italiani e va benissimo così, ma dev’essere soltanto tifo, stare insieme – ha aggiunto -. Non dimentichiamo che la maggior parte delle squadre hanno esposizioni di debito veramente elevate, quindi inviterei tutti ad avere contezza del periodo difficile che stiamo vivendo, a cominciare proprio dalle società di calcio e dai club di Serie A”.

Insomma calcio inizia a pensare che cambierà come tutto il mondo: addio ad ingaggi faraonici, addio  spese folli. Anche il mercato (che oggi impazza su siti e giornali tanto per riempire le pagine di cazzate) avrà ripercussioni. De Paul a 40 milioni? Utopia. Ci sarà chi rimpiangerà di non averlo ceduto prima, tanto per rimanere a Udine e fare un esempio. Sarà un mondo diverso, speriamo migliore in tutti i sensi con un calcio più a misura di tifoso e mio attaccato a sponsor e tv.

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