Il mondo trema (guardando all’Africa). Il calcio fa come gli struzzi. Zico: “Ripartire solo quando tutto è finito”

Il mondo trema (guardando all’Africa). Il calcio fa come gli struzzi. Zico: “Ripartire solo quando tutto è finito”

Mandi, forse è proprio l’ora di fermarsi e iniziare a usare questo tempo per ragionare su come ric un mondo nuovo e possibilmente migliore. Non  è tempo di certo per speculare e sperare di ricominciare

di Redazione

Il mondo sta tremando. Mai nella sua storia contemporanea ha dovuto affrontare un’emergenza simile. Ed è chiaro a tutti oramai che “non è una semplice influenza” come qualcuno andava (o va) sostenendo. Purtroppo il peggio può ancora venire e si chiama Africa.

Il continente nero non ha possibilità economiche, sanitarie e politiche per affrontare una situazione simile. Non le ha nemmeno in uno stato di normalità,. ora è proprio all’Africa che il mondo guarda mentre cerca di capire come agire al meglio in casa propria. La domanda che qualcuno si è già posto è: quando (non se) la pandemia esploderà senza controllo e senza controlli in nazioni già esposte all’emigrazione come ci si dovrà comportare? L’etica e la ragione si confrontano senza per ora trovare una soluzione. L’Italia starebbe già pensando di mettete l’esercito a protezione dei suoi confini (da sempre molto fragili su questo tema), ma è ovvio che servirà una polita comune di Nato e Ue. Ma non  è nemmeno questa la risposta. Dinanzi alla povertà (che l’occidente ha contribuito a creare), dinanzi a milioni di persone che si sposavano già per la mancanza di certezze e ora scapperanno per sperare in cure, come agire? Umanamente e senza politica da pancia, impossibile dare una risposta.

In questo contesto il calcio sembra sempre più il simbolo della follia che ha pervaso il mondo. I potenti dello sport per ora si son o ferm ali, ma pare proprio che non arrivino a comprendere che è impossibile pensare oggi a quando ripartire, e forse nemmeno a come perché le variabili in gioco sono tante. anche riprendendo spunto dall’Africa, da dove oramai provengono molti giocatori. Come proibirgli il rientro a casa, come fare con le nazionali, come con il mercato? Ma questo è nulla perché mentre in Italia si spera di riaprire a maggio per concludere la stagione entro giugno, nel mondo la sincronia della malattia non esiste, per cui appare logico che non si potrà fare nulla finché non sarà tutto sotto controllo, ovvio che è impossibile dire quando.

«Si potrà ripartire solamente quando ci sarà la certezza che il virus è stato definitivamente eliminato. E non ha senso nemmeno ricominciare prima giocando a porte chiuse. Il calcio senza pubblico non ha motivo di esistere», ha detto Zico al Messaggero Veneto.«La salute delle persone viene prima del calcio. Quando il coronavirus sarà debellato i dirigenti si siederanno attorno a un tavolo e programmeranno i calendari. Si può fare. Siamo tutti cittadini di questo mondo. Mi auguro che il problema venga risolto presto ma soprattutto in maniera definitiva. Un saluto a tutti i friulani. Mandi».

Mandi, forse è proprio l’ora di fermarsi e iniziare a usare questo tempo per ragionare su come ric un mondo nuovo e possibilmente migliore. Non  è tempo di certo per speculare e sperare di ricominciare

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