La rabbia e l'orgoglio. Mentre i parrucconi continuano a stare seduti sul loro trono senza cambiare nulla, o cambiando in peggio l'Italia e il calcio, mentre non si accorgono che il male di questo sport è la mancanza di credibilità lo strapotere dei procuratori, regole dubbie che pongono il solito sospetto di sudditanza, chi perde, come l'Udinese non può che chiudersi in una rabbia interiore che ti fa sentire sconsolato. Perché capisci che sei solo contro tutti: l'Udinese di Napoli sembrava questo. Un animale ferito dalle vicissitudini del destino che combatte come un leone, arriva quasi a vincere, ma contro crete cose è come sbattere su un muro di gomma.
L'orgoglio è quello di sentirsi diversi: Stramaccioni, oltre che avere idee di calcio sempre nuove, di avere il coraggio che pochi hanno nel saper lanciare i giovani, è anche uno che in modo sornione riesce a sdrammatizzare la rabbia che hai dentro. "Andava espulso Mesto, mi ha fatto un'entrata durissima". Un commento del genere nemmeno il grande Boskov l'avrebbe fatto. Ci ha riconciliato col calcio, perché drammatizzare questo gioco che nessuno vuole capire che basterebbe poco per renderlo di nuovo popolare come un tempo, è la cosa peggiore per ucciderlo. Stramaccioni ha fatto grande una Udinese che più incerottata non si può, si è reso grande di fronte all'impossibilità di cambiare le ingiustizie.
Lui, che di giurisprudenza ne sa qualcosa, sa anche bene che probabilmente in Italia vige sempre la legge che hanno ragione i forti con i deboli, gli stessi che fanno i deboli con quelli più forti. Va così, o ci si adatta o si scappa via.
No, l'Udinese non scappa. E' più che mai in emergenza, lo dicono tutti, dagli addetti ai lavori ai semplici giornalisti, ma sembra esserci un immobilismo forse dovuto proprio all'impossibilità d muoversi causa di nuove regole targate Tavecchio che impauriscono non tanto per quello che chiedono, ma per dove posso portare il calcio.
Si guarda al futuro, mentre nel presente si continua a lottare sui campi tra ingiustizie che vengono evidenziate solo se capitano a certe squadre. L'Udinese viene eliminata come l'Empoli, ingiustamente, e ora proprio contro i toscani le de squadre più penalizzate da quelli che chiamano episodi si incontreranno. L'Udinese è tranquilla, certo, ma è anche vero che dopo la Toscana c'è la Juve, la Lazio di novo il Napoli, un calendario che a febbraio sferzerà la squadra che oggi come oggi anche se è un leone, non può sempre avere le stesse forze. Umano che sia così. Mentre l'Empoli sta bene fisicamente e gioca molto bene. E necessita di punti, oltre che avere dentro quella stessa rabbia e orgoglio che l'accomuna ai friulani.
Una sfida tra ultimi scriverebbe Verga, una sfida alla ricerca dei lupini, ma guai a sentirsi nel ciclo dei vinti, di quelli che al massimo si qualificano a una coppa. No, l'Udinese non può pensare così, ma finché il sistema sarà governato con l'ottica del guadagno, l'aspetto sportivo produrrà sempre rabbia, perché in fondo fa comodo a qualcuno che ha un nome ben preciso.
Intanto, come Strama, diversamente dal Ds Giaretta, davvero duro e fermo nella sua analisi post gara sul nostro giornale, Paròn Pozzo si limita a dire che "Orsato è stato il migliore in campo". Purtroppo quest'anno non è la prima volt, gli episodi iniziano davvero a essere troppi per essere cimati coincidenze, visto che l'Udinese di contro non ha ancora avuto un rigore e molte decisioni durante le gare sono sembrate a dir poco 'ambigue'.
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