L’elogio della follia

L’elogio della follia

L’apparenza inganna però, per cui non badate nemmeno troppo alle cose che si scrivono. De Paul rimarrà, ovvio: chi lo prenderebbe adesso a queste cifre ben sapendo che un investimento così deve giocare per forza e quindi rischia di diventare un potenziale mina nello spogliatoio?

di Redazione
De Paul ora vale 40 milioni

Il mondo è impazzito. Da tempo e forse nessuno si rende completamente conto perché complice della follia collettiva. Mentre in  Iran si iniziano a bombardare le basi Usa con risvolti imprevedibili, mentre il Medioriente da tempo è in fiamme e con risvolti imprevedibili, mentre la Libia è teatro di guerra da tempo e con risvolti imprevedibili per tutto il Nord Africa e l’Europa, mentre in Sudamerica scoppiano rivolte e piccoli nuovi “dittatori” prendono il potere regalando al pianeta ulteriori cessioni di terreno vergine alle multinazionali, mentre la forbice tra ricchi e poveri si fa sempre più evidente, mentre il 99 per cento della ricchezza globale è detenuta dal 3 per cento della popolazione umana, mentre si muore ancora di fame e malattie che sembravano debellate, mentre la Terra si cerca di difendere con nuovi virus e batteri mutati anche per via del surriscaldamento globale, mentre bla bla bla bla bla, mentre si fanno cene per discutere la fame del mondo e si chiede ai cittadini di donare, donare, donare mentre i governi domano domano domano…Mentre tutto questo accade c’è un piccolo puntino nell’universo chiamato Udine dove si parla della squadra di calcio, delle immondizie, degli stranieri che occupano le case e tolgono il lavoro. Sì, non giriamoci attorno: chiacchierando qua e là con tante persone gli argomenti che vengono fuori per almeno otto volte su dieci sono questi.

Il calcio appunto, il tema principale di questo giornale che vuole però allargarsi, perché non  si dimentichi che il calcio è anche strumento popolare di emancipazione, anche se ultimamente è diventato uno strumento commerciale da usare come arma di distrazione di massa. Con prezzi folli che circolano alla faccia di invalidi che vivono con 250 euro al mese, disoccupati che non riescono a trovare lavoro, aziende (anche in Friuli molte, ultima la Safilo) chiudono o delocalizzando lasciando a casa migliaia di persone. Però la gente vuole sapere. Vuole sapere cosa accadrà in questo mercato e mai termine fu più azzeccato. “Lasciate i mercanti fuori da Tempio” disse qualcuno che dovrebbe essere più ascoltato qualche anno fa…Ma i mercati sono vivi e vegeti e sono ovunque.

Ibra al Milan come definirlo? De Paul che oggi vale 40 milioni, se pensate che l’Italia scese in piazza contro l’acquisto dei Zico per 2 milioni di euro (se allora ci fosse stata la moneta unica), allora capirete che forse si sta esagerando. Ma tant’è. L’Udinese avete capito bene: valuta ora 40 milioni il suo gioiello che non è Maradona sia chiaro, anche se oggi sta giocando molto meglio di ieri. Chissà che ne pensa il giocatore di tale valutazione, vorremmo tanto saperlo, ma ultimamente parlare con i calciatori in Italia è più difficile che parlare con i ministri i quali, anzi, si prestano volentieri a rispondere a tutto e a nulla pur di apparire.

L’apparenza inganna però, per cui non badate nemmeno troppo alle cose che si scrivono. De Paul rimarrà, ovvio: chi lo prenderebbe adesso a queste cifre ben sapendo che un investimento così deve giocare per forza e quindi rischia di diventare un potenziale mina nello spogliatoio? Forse il Milan, forse il Napoli, forse all’estero, ma state certi che i Pozzo non se ne priveranno.
Ma la rosa va sfoltita perché sarebbe da folli pensare che tanti giocatori sullo stesso piano siano una ricchezza piuttosto che un potenziale danno alla lunga, visto che tenere fuori a turno qualcuno provoca di fatto due eventi: il primo la mancanza di continuità di formazione base, fondamenta per avere un gruppo solido e che acquista sicurezza. Secondo, qualche malumore che rischia di formare sottogruppi tra esclusi. Per questo qualcuno se ne andrà ed è giusto così. I tifosi pensano sempre agli acquisti, ma in questo caso per il bene comune è bene pensare a sfoltire. Barak non  può restare a fare la muffa, piace a Torino e Fiorentina a quanto pare. Fofana toglie spazio al ceco per cui o lui o l’altro devono lasciare (l’ivoriano da tempo è nel mirino del solito Toro), si parla di Okaka in partenza, difficile ma non impossibile visto che davanti serve scegliere la coppia titolare definitiva a cui abbinare i due rincalzi principali e un giovane affamato. L’ex Watford ha mercato, specie all’estero, chissà. Oppure alla fine Pussetto pianterà i piedi per non  dover essere un semplice rincalzo, non lo meriterebbe. Teodorczyk poi è l’altro inquilino di troppo a quanto pare e il Parma potrebbe chiederlo. Poi Jajalo, ora caduto in disgrazia a e che piace al Perugia. In difesa attenzione a Opoku che potrebbe andare pure lui farsi le ossa altrove.

In arrivo forse qualcuno sulle fasce, specie la sinistra  a meno che Gotti dal cilindro non inventi un attacco a tre con Pussetto, Okaka e Lasagna. Sarebbe un modo per diminuire le tensioni davanti, ma potrebbe creare squilibri in campo e fuori in mezzo e dietro. Oppure sempre Gotti potrebbe tenere di riportare Pussetto a sinistra, esperimento finora non felice.

C’è un mese per parlarne, per ora iniziano solo le schermaglie, ogni giorno i giornali sportivi, i più venduti in Italia, parleranno, scriveranno, azzarderanno. Poi la realtà è che a Gennaio non si fanno mai grossi affari.

Il tutto mentre il mondo impazzisce, e come scriveva il friulano Pasolini, “il calcio è sempre specchio della società”. appunto.

Larry Lurex

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy