L’ora più buia

Lunga vita a Tudor. Non perché sia il migliore (non è Guardiola), ma perché è sincero. Ricordiamo che solo poco prima del via del campionato ammonì tutti che questa squadra, costruita così, può ambire solo alla salvezza.

di Redazione

Quando impareremo la lezione?! Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!

L’Udinese da cinque anni oramai appare allo sbando. Inutile dirlo, lo sanno tutti: da quando il club di fatto è passato di mano tra Paròn Pozzo e i figli la situazione è precipitata, con allenatori e dirigenti messi nel tritacarne per cercare capri espiatori da mostrare ai tifosi, quando le scelte vengono dall’alto. E sono sempre state mediocri e sbagliate. Squadre costruite al risparmio, giocatori presi senza una logica con tanti doppioni dove non serve e mancanza di alternative dove serve. L’ostinazione quasi cocciutaggine nel non voler capire che la difesa a tre dai tempi di Guidolin non rende più, ma anche perché non sono arrivati mai giocatori capaci di interpretarla (vedi sulle fasce). Poi la mancanza di una presenza fissa della proprietà oramai a Londra per il Watford: anche in questi giorni Gino Pozzo è in Albione, la perfida, forse preoccupato per i risvolti della Brexit. Può succedere.

Fatto sta che Igor Tudor, l’ennesimo capro espiatorio, ha le ora contate o forse già decise anche se ufficialmente ancora nulla trapela. Colpa certamente dell’impegno ravvicinato col Genoa, ma in ogni caso come si può di fatto sfiduciare un tecnico alla vigilia di una sfida delicatissima? O si conferma “salvo intese” (come va di moda dire anche in politica, oppure si esonera. L’ambiguità difficilmente paga: la squadra si presenterebbe a Marassi come una classe si presenterebbe a scuola sapendo che l’insegnate più severo è in procinto di andarsene.

Oppure come diceva ai tempi di Colantuono Giampaolo Pozzo “non lo caccio perché di meglio non ce ne sono”. Lo disse in diretta tv, inequivocabile, proprio dopo un ko pesante a Genova e proprio ora il nome dell’allenatore meno amato probabilmente dai tifosi friulani torna di moda. Chissà cosa passa per la testa dei dirigenti bianconeri. Ma non c’è solo quel nome che circola. Ballardini sembra oramai fuori dai giochi, rimane alta la candidatura di Carrera (chi? ha detto qualcuno), poi Marino (una bella minestra riscaldata dopo tanti anni), mentre il sogno sarebbe Guidolin ma che da tempo sembra non convinto di rientrare nonostante l’amore che lo lega alla città: trattato di certo non con i guanti bianchi (ricorderete come fu mandato a Granada), consapevole che con questa squadra mal assortita non potrebbe fare miracoli e rischierebbe di far dimenticare le sue storiche imprese magari “macchiandole” con risultati non all’altezza. Non per colpa sua, così come non per colpa di Tudor oggi siamo a parlare di questo, così come dieci allenatori in cinque anni non  possono essere stati tutti rincoglioniti.

Quando impareremo la lezione?! Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?! Lo ripeteva sempre Winston Churchill impegnato a convincere il suo parlamento che Hitler va combattuto non assecondato per cercare di limitare i danni. Alla fine vinse, fece capire la lezione. A Udine chi è capace di far capire che gli errori fin qui visti vengono dall’alto e non dal basso? Tanti generali e poca truppa, con procuratori (specie qualcuno) che sembrano talmente invadenti che a confronto le cimici asiatiche che pervadono i nostri campi sembrano un simpatico inganno della natura.

A Genova si rischia di avere una situazione a dir poco inconsueta: in panchina Gotti, traghettatore come Caronte verso una sponda dell’inferno. In attesa pure lui di fare le valigie per far posto a qualcun altro. Chi? lo vedremo presto.

Forse a Marassi potrebbe anche esserci ancora Tudor, ma cosa starebbe a significare, fiducia? Non lo crediamo, anche una eventuale vittoria non sarebbe di certo una svolta decisiva. Poi la grande domanda: la squadra priva da tempo di uno zoccolo diro italiano e consapevole di certe dinamiche, con chi sta? In una rosa con gente che non gioca perché davanti sembra esserci qualche raccomandato il malumore pare essere di routine.

Inutile parlare di formazione. Sono giorni caldi, l’Udinese forse attraversa l’ora più buia. Con una proprietà sempre più divisa tra gli interessi ricchi e importanti del Watford (che vive l’effetto Brexit) e un’Udinese che non rende economicamente, ma rimane pur sempre un investimento. Ecco forse qui sta il punto: si parla di effetti economici e non di progetto sportivo. Quello manca da tempo, troppo. E non  si recupera cambiando tecnico.

Lunga vita a Tudor. Non perché sia il migliore (non è Guardiola), ma perché è sincero. Ricordiamo che solo poco prima del via del campionato ammonì tutti che questa squadra, costruita così, può ambire solo alla salvezza. Non di più, folle chi lo spera. Oggi quelle parole risuonano forti. E la salvezza non è una chimera. Ma se la squadra non segna e inizia a imbarcare acqua più del Titanic…Ma qui anche Guardiola avrebbe difficoltà a fare da carpentiere.

Quando impareremo la lezione?! Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?!Quando impareremo la lezione?! (Winsotn Churchill)

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