Con la fine del girone di andata possiamo iniziare a trarre un bilancio dei valori che finora il campionato ha espresso e certamente, salvo alcune eccezioni, sembrano essere davvero poche le sorprese che si sono viste. In casa Udinese il lavoro fatto da Stramaccioni può essere considerato sicuramente positivo visto che è riuscito a ottenere finora su diciannove partite giocate sei vittorie, sei pareggi e sette sconfitte, ma al di là dei punti conquistati quello che piace finora dell'allenatore è il gioco che è riuscito a far esprimere alla squadra cercando di trarre il meglio da tutti gli elementi della rosa pur non essendo mancate le difficoltà, a partire dagli infortuni che sono piuttosto numerosi soprattutto in questo periodo. Nel girone di ritorno sarà comunque necessario migliorare soprattutto il rendimento in trasferta con l'obiettivo di incamerare in cascina qualche punto in più, anche se il sogno di qualificarsi all'Europa League per la prossima stagione, in considerazione del grande equilibrio che regna in questo campionato (per molti, però, livellato verso il basso) sembra essere davvero difficilissimo da realizzare.
L'eempio di allenatori come Stramaccioni, Sarri, Di Francesco, Gasperini, Mihajlovic e Iachini, alla guida rispettivamente di Udinese, Empoli, Sassuolo, Genoa, Sampdoria e Palermo dovrebbe far riflettere soprattutto le cosiddette 'grandi', a partire soprattutto dalle due milanesi protagoniste dell'ennesimo campionato anonimo e con troppe delusioni: questi tecnici, infatti, sono un chiaro esempio di come sia possibile dare un'identità e un gioco a una formazione pur non potendo contare sulla presenza di fenomeni in rosa cercando di sfruttare al meglio le caratteristiche non tanto dei singoli, ma di creare un'armonia tra le parti. Dove sono invece gioco, idee e un minimo di progetto in casa Milan e Inter che rischiano ancora una volta di restare fuori dall'Europa che conta? Rossoneri e nerazzurri sono ora a pari punti a quota 26 punti, ma almeno nell'ultimo periodo la situazione sembra essere parzialmete diversa: la squadra di Berlusconi, infatti, ha un allenatore come Inzaghi che dimostra di capirci davvero poco di un lavoro appassionante ma complesso che punta ad accontentare un po' tutti in spogliatoio, ma con risultati contrastanti (non mancano i litigi nell'ultimo periodo), mentre a Mancini non mancano esperienza e vittorie e sta provando a mettere in atto un progetto serio scegliendo giocatori più consoni alla maglia dell'Inter nonostante le difficoltà economiche.
Ancora una volta quindi l'Udinese e le squadre che abbiamo nominato sembrano essere la dimostrazione di come sia fondamentale anche in sede di mercato avere un progetto chiaro in mente puntando su osservatori che siano in grado di perlustrare i vari campionati scegliendo giovani talenti adatti al nostro calcio, possibilmente quando sono ancora sconosciuti ai più e quindi anche maggiormente accessibili al nostro calcio. Basta quindi scarti delle grandi squadre che arrivano nel nostro campionato con l'idea più che altro di terminare la loro carriera e che proprio perchè presi a parametro zero pretendono addirittura ingaggi elevati che non fanno altro che peggiorare ulteriormente la situazione di un bilancio già negativo. A quel punto quindi anche i tifosi apprezzerebbero maggiormente eventuali difficoltà che potrebbero presentarsi nel corso di una stagione e non penserebbero di avere davanti tante figurine con un rendimento pessimo e poco duraturo.
Ilaria Macchi - Milano
@MondoUdinese
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