Se l’Udinese è squadra sgradita allora lo si dica subito: siccome la gente friulana non vive nell’oro, come nella maggior parte d’Italia, è bene sapere dalla FIGC se questa squadra ha commesso qualche cosa che merita tanti episodi contro. C’è qualcosa di troppo strano attorno a tutti questi episodi contro: è normale che una squadra subisca ingiustizie, ma è altrettanto normale che anche se in credito trovi almeno qualche episodio a favore. L’Udinese di quest’anno è solo in credito, scusate, ma non è possibile. Fabrizio Corso dopo la Rom anche attraverso il nostro giornale si è lamentato per gli arbitraggi, l’Udinese ha dovuto pagare una multa per le frasi di Pozzo su Valeri. Insomma ci sono due pesi e due misure e così il peso finisce tutto addosso ai calciatori.

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Strama cerca di mantenere la calma, ma sa bene che il rie io nervosismo, che la paura di commettere qualunque mossa difensiva sbagliata potrebbe causare un rigore è un dato oramai oggettivo.

Cosa sia cambiato, cosa stia succedendo sono questioni più grandi di tutti noi: mille ipotesi, nessuna certezza. La buona fede o uno ce l’ha o no, oggi non ci sentiamo di poter dire nulla in merito. solo la nausea per vedere una squadra che dà tutto in una settimana per fare bene e poi, sistematicamente colpita dalla legge del taglione, che la mette in ginocchio e che di fatto le ha tolto ad oggi almeno 7 punti, il che significa la possibilità di giocarsi l’Europa invece della salvezza.

Forse lo stadio nuovo fa invidia, invece che essere ammirato, del resto in Italia chi crea qualcosa invece i essere ammirato viene cercato di essere fatto fuori. Vai a capire, ma questo torneo ci riporta indietro ai tempi di Zico, quando nessuno lo diceva, ma tutti capivano che c’era un ‹ palazzacio › che decideva sorti e altro.

Onestamente, tutto questo qualcuno lo vede come un modo di disgregare l’ambiente, ma non sa che i friulani si uniscono ancora di più alla squadra, a strana, A Deki. O Zico o Autria, si dice tanti anni fa, oggi gridiamo ‹ O giustizia o Austria ›. perché di quest’Italia, onestamente, non ce ne frega più nulla, e il suo calcio così pieno di sospetti è lo specchio inesorabile di quel che accade i politica.

Ecco, non vorremmo che ci fosse stato un patto del Nazareno anche alle spalle dei bianconeri. Non lo pensiamo, ma dopo tanti episodi è impossibile non pensarlo.

Per fortuna, come diceva il signor Rezzonico, di Aldo, Giovanni e Giacomo, « tutto è bene ciò che finisce bene ». Ma tra nervosismo, ovvie ammonizioni dovute a questo, paure, la rabbia non può sempre battere i mulini a vento. Serve che il club si faccia sentire. A Empoli non è andata come a Napoli o i altre occasioni, ma rimane l’marezza per l’ennesimo errore che crea solo dubbi a una squadra che dà tutto, ma non può competere con quella che chiamiamo per gentilezza ‹ malasorte ›.

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