Luna di fiele

Luna di fiele

di Monica Valendino, @Moval1973

E’ durato si e no due giorni il viaggio di nozze di Luis Muriel verso Genova. Nemmeno il tempo di vedere le ‘Cinque Terre’, assaporare il pesto con il basilico fresco, gustarsi una focaccia, guardare il mare dalla Lanterna da dove (forse) è partito Cristoforo Colombo per scoprire le sue Americhe. No, niente di tutto questo. Il povero Luis, bamboccione come pochi, ha dovuto fare retromarcia richiamato d’urgenza dall’Udinese. Però non l’ha fatto: nessun guaio alla macchina di lusso che possiede, pagata anche grazie agli stipendi puntualmente pagati proprio dall’Udinese, solo la ferrea volontà di rimanere a Genova. 

In un certo senso i tifosi sampdoriani che sbuffano, protestano per non aver potuto assistere alle nozze programmate li compatiamo: il povero Luis di campione non ha nemmeno il dito indice mozzato dalla contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, però ha qualche chilo spesso di troppo, tanto che deve essere sempre abnegato al lavoro per rendere, ha l’indole del superbo (o gioco o me ne vado), ha la sfiga di infortunarsi spesso.

L’avete voluto? Ve lo prendete. I giochetti del signor ‘Viperetta’ sono solo figli di un calcio che non ci piace: una volta bastava la parola d’onore tra gentiluomini per stipulare un contratto e il giocatore doveva stare zitto anche se lo mandavano a giocare dalla nebbia di Milano a Palermo, solo andata e senza contratti oltre l’anno.

Oggi Muriel, come i suoi compari, hanno un potere enorme sui club. Loro e soprattutto i procuratori, giocano, manovrano e poi qualcuno si chiede perché gli stadi sono vuoti. Perché questo calcio così commercializzato fa schifo. Non ci piace, vorremmo che come chi va in fabbrica e rispetta le clausole e Mr Renzi gli chiede sempre più flessibilità, abbia gli stesi doveri contrattuali di calcia un pallone. Almeno questo è lecito chiederlo no?

Invece il signor Muriel di fabbriche ne ha viste poche, forse chissà un giro nella Genova vecchia, quella cantata dal grande Fabrizio De Andrè aiutata da Don Gallo, potrebbe aiutarlo.

Muriel avrà il tempo di farlo: a Udine, se solo varca il Tagliamento, troverebbe un pubblico che se ha fischiato Virdis per un gol mancato e certamente non se lo vuole riprendere indietro. Il club può poco in questo senso: i friulani danno tanto (vedi Sassuolo), ma lo fanno verso chi suda tutta la settimana in emergenza. A Stramaccioni e ai suoi ragazzi non si può che augurare di trovare il dodicesimo uomo domenica contro il Cagliari.

A Muriel si può solo augurare di trovare un po’ di pace, perché la sensazione è che il ragazzo si sia attorniato da persone che non l’hanno consigliato bene. Non do certo a Udine dove è stato coccolato dai Pozzo, dal ds Giaretta, da Carnevale, uno che di vita vissuta ne sa qualcosa. Tutti ad aspettarlo, a difenderlo anche quando il 4 in pagella era onestamente regalato per non infierire.

Muriel ha collezionato otto mesi di assenza complessivi in tre anni,  19 gol in 65 presenze, solo 34 da titolare. Che Ferrero lo abbia voluto a tutti i costi rimane un mistero, così come altre operazioni in casa doriana, dove Mihajiloic sta dimostrando davvero il suo valore.

Muriel non sarà il rinforzo per Stramaccioni, che si trova in mezzo a una vicenda a dir poco surreale, kafkiana.

Muriel alla fine l’avrà vinta perché così è stato sempre nel recente passato: sono i giocatori con i loro procuratori a comandare. Pozzo non cederà molto, ma alla fine si troverà un sistema (prestito con obbligo di riscatto) per potersi concentrare sul mercato vero, quello che serve all’Udinese.

Perché il brutto di questa vicenda, al di là di tutto è proprio che il club si è trovato spiazzato mentre stava tessendo alcune trattative per rinforzare un attacco che anche con Muriel sarebbe corto. Non per l’infortunio (che tutti conoscevano, come faceva la Samp a non sapere che un guaio di quel tipo non ha una prognosi esatta al 100 per cento, ma solo una stima?), ma perché a questo punto se mai ci fosse davvero il prematuro divorzio dall’amata, a Udine troverebbe un campo ostile. Non basterebbero nemmeno i gol a renderlo simpatico ai friulani.

Strama, onestamente merita di più per il lavoro che fa, merita acquisti validi: Keita sembra un nome veritiero, Aguirre è dato in arrivo in questi giorni e forse già col Cagliari potrebbe se non altro andare in panchina. Il sogno dei tifosi è Quagliarella, lui si un signore sia a Udine sia nel saluto. Difficile, non tanto per l’operazione (a Torino non si trova bene), ma perché i granata vogliono soldi oppure una contropartita per l’attacco. Ecco di nuovo Muriel: ma caspita, perché tanta fiducia quando quest’estate il Toro lo voleva e i tifosi friulani (con Di Natale compreso) sognavano Quagliarella? Oggi tutto è più complicato.
Così rimane in ballo Pavoletti, buon giocatore, ma l’Udinese prima di muoversi deve sbrigare la vicenda del colombiano. E di Coda, che ha fatto da testimone involontario (lui sì che è sempre gradito a Udine) a un matrimonio che s’ha da fare ora o mai più. Speriamo ora.

©Mondoudinese

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