«Se rispondessi a tutte le provocazioni che ricevo darei solo notorietà a pseudo allenatori e pseudo tifosi...». Così Dalia Stramaccioni attraverso il suo profilo Twitter ha risposto a chi ha dato voce anonimamente, nascosto dietro a una tastiera, a insulti e provocazioni.  Udine è difficile da capire, i friulani anche: qui non si parla più di fischi dopo una sconfitta (comprensibili e anche utili per smuovere gli animi dei bianconeri), qui il più delle volte si va avanti col pregiudizio. Chi si nasconde dietro a un dito da tastiera, saprà bene che Virdis era soprannominato 'pecoraio', che perfino Zico nel secondo anno ricevette qualche fischio specie dal Loggione della tribuna. Paròn Pozzo quando aveva accanto come ds Mariottini, si vide esporre uno striscione in curva 'Pozzo Mariottini fuori dai c...'. Ma contro il Paròn nei primi anni erano più i fischi che gli applausi e anche oggi c'è chi diffida nella sua politica. Senza contare Bierhoff, arrivato dalla C. Fischi pochi, diffidenza tanta: ecco chi compra l'Udinese! E Zac? Nel secondo anno arrivò alla gara decisiva con il Perugia con tanti fischi alle spalle e Galeone già convocato per sostituire l'allenatore romagnolo in caso di risultato negativo. Screenshot 2015-02-17 06.05.25Non mancano fischi sonanti a Ventura (quasi retrocesso e mai amato) e a De Canio il secondo anno, quando anch'egli fu esonerato. Spalletti arrivò con la nomea di allenatore che porta in B le sue squadre, alle prime difficoltà via ai fischi. Iaquinta il bersaglio preferito nei suoi due primi due anni, tanto che - come raccontammo - prima del rigore decisivo contro l'Empoli, al 90°, segnò dopo un 'nooooo' generale dello stadio che voleva Pizarro sul dischetto. Fedele venne fischiato mentre a fatica portava la squadra in A e stava ancora lavorando sulla parte atletica: arrivò Galeone, e per lui per qualche mese la vita è stata tranquilla. Poi fischi (tanti) ed esonero inevitabile (oggi spopola in qualche tv per criticare e basa, sia solo astio?). A Malesani andò meglio: traghettata la squadra verso la salvezza, se n'è andato per mancanza di feeling con la città e la società. Marino fu accolto bene, primo anno di luna di miele, poi la crisi del terzo anno: tanti fischi, esonero. Arriva De Biasi che viene fischiato ancora prima di cominciare a causa di quell'Udinese-Brescia dove aveva difeso in tv il suo giocatore (Mannini) reo di aver segnato con De Sanctis a terra. Per lui, forse, la vita più dura a Udine, tanto che tra risultati non ancora esaltanti (stava lavorando sulla parte atletica), riecco il fischiato Marino, diventato quasi eroe della patria per aver salvato la squadra. Torna Guidolin: tre anni da favola (ma che squadra!), quarto da incubo: tanto che anche li si è preso una bella rata di fischi assieme a Lazzari considerato suo pupillo. Ma se i tifosi non sono tecnici, è altrettanto vero che ci sono gufi patentati con tesserino non da allenatore, ma da esperto che usa la penna più che la spada. L'esonero di Hodgson è l'esempio maggiore di quanto i media possano influenzare le scelte. Oggi c'è chi ha aperto una crociata: si leggono messaggini, sms, mail verso Strama, ogni qual volta fa un passo falso. Ospiti tra i quali qualcuno non vede nemmeno le partite, ma che offendono il lavoro altrui. Opinionisti (ma esiste alla carta d'identità questa professione?) che pensano di avere la verità in mano. A volte lo spogliatoio va compreso, capito e spiegato invece di sparare a zero verso chi sta ottenendo il massimo in un'annata con 11 rigori contro e nemmeno uno a favore nonostante ce ne siano stati almeno tre netti a fare. Siamo in un anno zero, di ricostruzione, dove Stramaccioni avrebbe fatto carte false per avere Aranguiz e Niang (o Quagliarella) in inverno. La società si è mossa su altre strade proseguendo semplicemente la sua politica: solo il tempo dirà se ha azzeccato anche queste mosse. Rimane l'anno di costruzione, dove l'obiettivo è il minimo sindacale, poi si vedrà; bene, mancano 12 punti in 15 gare per arrivare alla soglia dei 40, qualcuno ha paura davvero? O è un pretesto per essere autolesionisti? I friulani si dimenticano spesso le cose: Allan è stato fischiato l'anno passato e quando arrivò tutti avevano puntato su Williams. Questo per fare una fotografia parziale di un tifo che non sappiamo se il nuovo stadio cambierà Peccato perché quest'anno si stava creando una bellissima atmosfera. Ma chi fischia o insulta forse ragioni su una cosa: quando una squadra (chi ha giocato a pallone lo dovrebbe sapere) per più di mezza stagione è martoriata con rigori a volte ridicoli, viene punita con cartellini esagerati per i falli commessi, le vengono negati rigori eclatanti, come reagireste? Con un gioco impaurito, confuso. Domenica con la Lazio, col solito rigore sul quale si può discutere, la squadra si è bloccata. Tilt, stop, sinapsi tra giocatori interrotte. Strama ha provato a richiamare i suoi, Deki con lui. Non è servito a dare la scossa purtroppo. Cosa che non giustifica la reazione, ovviamente perché la mentalità dev'essere vincente sempre e comunque e su questo si deve lavorare evidentemente. Ma la situazione e le aspettative iniziali non meritano la diffidenza friulana. Autolesionista tanto che c'è il rischio che non cresca mai. E se non cresce il tifo, non può crescere la squadra e quindi nemmeno il club. Per questo #NoistiamoconDalia. E perché se qualcuno ha le palle lo dica in faccia a Strama, senza prendersela solo con chi ha deciso di condividere in pubblico opinioni e idee personali.

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