A Udine l'orchestra suona, a volte stecca, il loggione è lì, pronto a pontificare, a dettare la morte, a fare perbenismo gratuito. Nei seggiolini delle tribune, in quelli delle tv provate, ecco che la sconfitta apre il dilemma su cui queste menti da tempo arpeggiano note.

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Lo si vino contro la Lazio, vincitrice morale della sfida di Udine, ma on piccole differenze che è bene non dimenticare.
In primo luogo gli errori sono di tutti così come le sconfitte. Tirasi indietro è da codardi. Pozzo ha tuonato nel dopo gara, lo conosciamo com'è fatto, ma sappiamo ance quanto peso possano avere su di lui determinate persone o organi d'informazione. Pozzo che si fa ingabbiare? Sì, è così, perché lui crede davvero alla politica annunciata col nuovo stadio. Sa bene che ogni promessa è un debito, sa bene che fallire potrebbe ridimensionare il tutto, specie col Watford, seguito più dal figlio Gino, che in Premier vorrebbe esportare la politica friulano, ma con le cifre per comprare aumentate almeno del 100 per cento. Insomma un affarone.

Pozzo Sr lo sa, o forse lo sospetta, per questo si arrabbi. Ma in secondo luogo, tranne la sciagurata gara con la Lazio, negli ultimi due mesi l'Udinese ha regalato prestazioni che hanno fermato la Juve, l'Inter e quasi fermato al Roma se non ci fosse stato un omino nero in mezzo al campo. Nessuno visione ancestrale, solo gli arbitri che a questo punto per l'Udinese sono un problema serio: 11 contro 0 a favore. Non era mai successo in Serie A per i bianconeri.
Terzo luogo la squadra, lo si diceva da luglio e non sappiamo perché qualcuno continui  pretendere pi di quanto può offrire: si è dovuto raccogliere l'eredità di Galeone, si è dovuto cambiare modulo e interpreti, soprattutto con i senatori, oramai verso la pensione  o la ricerca di gloria altrove.

Cambiano tempi, ma Udine continua a ragionare cl cuore invece che con la testa: e, doveno prendere di mira qualcuno, è fin tropo facile trovare il bersagli  giusto. Andrea Stramaccioni, reo di essere quei 12 punti fatidici a 15 gare dl termine. Ora arrivano Parma e Cesena, vediamo se il loggione televisivo riuscirà a trovare peli nell'uovo se vincerà, diatribe in caso di pare, spudorate allusioni e per sciagura perdesse. Già, a volte pare che qualche giovane rampante, col gusto della super notizia da avere in trasmissioni, si continua  ad appellare a chi dice sempre le stesse cose. per carità la convinzione di idee dev'essere considerato un bene. Ma lo è anche la coerenza. Non si può passare da Stramaccioi genio con la Juve e col Napoli in Coppa Italia e poi un pirla qualunque quando gli fa comodo alzare  gli ascolti.

Ebbene ricordiamo allora a costoro che l'Udinese oltre all'eredità pesante di Guidolin, ha rivitalizzato Danilo e Allan, scoperto Thereau, inventato Kone mezzala, ridato verve a Pasquale e reso Heurtaux uomo mercato.
Ricordiamo anche che gli arbitri in buona fede, sia chiaro, hanno dispensato una serie di errori che nemmeno all'oratorio facevano.
Ricordiamo che l'Udinese è una squadra in divenire, che anno zero significa anno dove porre le fondamenta. Se vuoi costruire un ponte prima di arrivare dall'altra parte del fiume, prima finiscilo.

Infine il discorso sul gioco: parlare di risultato è una cosa, di gioco un'altra: perché  qui si parla di 22 maschi co pantaloncini corti che lottano e i battono. La differenza è che qualcuno lo fa per un simbolo, c'è chi vince lo fa per il nome che ha scritto dietro la maglia.

Pozzo questa volta ha animato la gara in maniera forte, decisa: forse vuole dare una scossa a tutti, bene, ma perché poi si parla sempre di anno zero? Uno non è compatibile con l'altro e chiedere a Andrea "Copperfield" Stramaccioni di far di più di quanto sia facendo, allora vuol dire che si è trovato nel pianista l'unico responsabile di quello che questi pseudo intellettuali del calcio pensano sia l'unica via. Dimenticandosi che un bravo allenatore è tale se ha una squadra forte, che un bravo allenatore va avanti con le sue idee al dirà degli attacchi anche abbastanza noiosi visto che sono sempre gli stessi a dire certe cose e dimenticandosi che se oggi si hanno 28 punti, come 28 gocce non sono nulla, ma anche gli oceani sono fati di miliardi di gocce.

©Mondoudinese

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