Parma, comunque vada sarà una sconfitta

Parma, comunque vada sarà una sconfitta

di Monica Valendino, @Moval1973

Oggi, dopo settimane di scarica barile, di parole che se non fossero drammatiche farebbero perfino ridere, dopo che la Federazione e la Lega pur di non perdere  la faccia già persa iscrivendo al campionato gli emiliani), sta pensando più a come salvare le poltrone che come salvare i dicali, si arriverà a una decisione.

TV E POTERE L’intervento di Sky, come previsto e scritto da tempo, potrebbe risultare decisivo: perché eliminare una partita per giornata costerebbe parecchio (circa 3 milioni a gara) alla A, che potrebbe addirittura dover risarcire l’emittente padrona del calcio.
Ma per salvare il campionato, col piano Tavecchio (una sorta dii colletta che sa di elemosina), serve che tutti i club siano d’accordo. Diciannove club, tra i quali quelli soprattutto invischiati per la salvezza: Lugaresi del Cesena è stato abbastanza chiaro finora, ma Cagliari, Empoli, Atalanta che diranno?

UDINESE E l’Udinese? I tre punti a tavolino lei se le sarebbe già intascati, ma non è per interesse personale che il club bianconero deve ragionare. Deve pensare a una giustizia e a un calcio che sta degenerando. Salvare il Parma oggi potrebbe salvare sì le tv e i loro soldi ai club, ma porterebbe comunque nuove ombre.

RACKET Il fatto che si sia mosso anche l’antiracket, dopo che da giorni scriviamo di rischio calcioscommesse, la dice lunga: accusare oggi qualcuno è ingiusto, presupporre reati uguale, ma prevenire sarebbe comunque meglio che curare. Perché si sa che la malavita organizzata ha tentacoli lunghi, specie dove c’è povertà e incertezza. E a Parma i giocatori hanno tanta paura di rimanere disoccupati o di dover ripartire da Lega Pro o peggio ancora dalla D, dopo aver tastato i campi di A. Se mai, e ribadiamo, se mai, dopo aver salvato il Parma, si scoprisse che ci saranno partite irregolari chi pagherà? Che cosa si farà? Invece di escludere una, si andrebbe a penalizzare anche i complici?
Senza contare he – come scrive la Gazzetta di Parma –  la notizia di ieri è che i tre pm (Dal Monte, Amara e Ausilio) che si occupano del dissesto della società calcistica – guidati dal procuratore capo Antonio Rustico – si sono recati a Bologna dove hanno incontrato il numero uno della Direzione distrettuale antimafia Roberto Alfonso. Una visita che fa intuire come gli inquirenti stanno approfondendo il bisturi. Oltre all’aspetto che riguarda la verifica e l’accertamento di ipotetiche distrazioni di denaro nel corso del tempo, si cerca di approfondire cosa si possa nascondere dietro alle operazioni societarie di questi ultimi mesi, ai vari passaggi di proprietà e al flusso di denaro promesso e mai arrivato (almeno fino ad ora) per il salvataggio del Parma. In ballo personaggi che si sarebbero avvicinati al Parma, nell’ambito dell’indagine sulla n’drangheta già tenuti sotto controllo dagli inquirenti bolognesi. Stando a quanto riportato ieri dalla Rai uno di questi sarebbe Paolo Signifredi, recentemente arrestato dalla Dda diBrescia nell’indagine sulla cosca Grande Aracri di Cutro. Nell’ordinanza della Dda bresciana viene definito «sedicente commercialista di Parma», già noto alle cronache giudiziarie in quanto, dopo avere subito una condanna per riciclaggio, nel maggio 2013 è stato arrestato, insieme a Massimo Ciancimino. Signifredi risulta avere cariche sociali in 64 diverse società sparse in tutt’Italia. In alcune risulta amministratore unico, in altre liquidatore. Ex proprietario del Brescello che aveva acquistato accollandosi una parte dei debiti, per poi metterlo in vendita, ed ex presidente del Carpi calcio, Signifredi era già finito in carcere per riciclaggio e ricettazione.

DECISIONE Purtroppo il recente passato insegna, qualcuno dovrebbe oggi parlarne in Lega, ma scommettiamo (scusate il termine assolutamente casuale) che nessuno  lo farà?

CAMPIONATO COMUNQUE FALSATO Ed, in ogni caso, le motivazioni del Parma come saranno? Certo c’è chi dice che i giocatori sono professionisti serissimi, che daranno anima e corpo. Ma suvvia, Gaetano D’Agostino che ci ha raccontato quello che è accaduto a Siena è comune a tutte le società che anno che hanno pochi mesi di vita davanti: si gioca pensando a non farsi male prima di tutto, con gli avvoltoi che sanno che quando tutti saranno svincolati (a giugno accadrà inevitabilmente), offriranno contratti a dir poco del 50 per cento inferiori a quelli attuali. D’accordo che sono ricchi comunque a confronto dei dipendenti del Parma, ma loro guardano la cosa dalla loro prospettiva. E gli fa paura, giocare potrebbe diventare addirittura un peso.

Insomma, comunque vada sarà una sconfitta ulteriore per il calcio italiano. E la sconfitta peggiore è che chi comanda in Federazione rimarrà lì, perché le loro poltrone sono sacre, nonostante abbiano commesso il peccato originale iscrivendo un club che non ne aveva i diritti, alla faccia di regole e controlli.

©Mondoudinese

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