Se Mago Merlino fosse ancora in vita - sempre che crediate che lo sia mai stato - non farebbe fatica a trovare le parole per definire la situazione del Parma: "un guazzabuglio moderno". Altro che Honolulu. Il disastro messo in atto da Tommaso Ghirardi e i suoi fidati collaboratori dà adito a mille interpretazioni, ma l'ex presidente gialloblu non è l'unico responsabile di quanto sta avvenendo. manenti4Collezionare quasi 100 milioni di euro di debiti in due stagioni non è impresa da tutti. Il primo campanello di allarme era scattato la scorsa estate quando la Uefa aveva negato l'accesso all'Europa League alla formazione di Roberto Donadoni, che l'aveva conquistato sul campo, per un ritardo nel pagamento dell'Irpef. Da quel momento sono emerse mille crepe nella gestione Ghirardi, che ha minacciato più volte di dimettersi da presidente del club. La questione si è aggravata ulteriormente a inizio stagione, quando è emerso il  mancato pagamento degli stipendi da parte della società emiliana nei confronti di tesserati, dipendenti e fornitori. E la situazione è definitivamente precipitata questa settimana, quando il nuovo presidente Giampietro Manenti non è riuscito a colmare il debito, come garantito nei giorni scorsi, prendendo ancora tempo, fino ad arrivare al pignoramento di mezzi di trasporto e all'incapacità di assicurare la sicurezza allo stadio Ennio Tardini. Da ciò nasce il "niet" del Prefetto di Parma, che ha deciso di sospendere la gara con l'Udinese. Rinvio formalizzato in serata dalla Figc. Ma chi sono i colpevoli? Aldilà delle responsabilità di Ghirardi e dell'ex amministratore delegato Pietro Leonardi, c'è da chiedersi come Figc e Lega Serie A non si siano "accorte" di un simile dissesto finanziario. Alla vigilia dell'entrata in vigore del Financial Fair Play, sarebbe lecito attendersi maggiori controlli, come avviene abitualmente nel resto d'Europa. Ricordate il "dramma" dei Glasgow Rangers? La storica società scozzese è fallita nel 2012 per un debito di 9 milioni di sterline (pari a circa 12 milioni di euro) con il fisco britannico. Fare paragoni sembrerebbe superfluo, ma d'altronde è inevitabile. Per riportare credibilità nella serie A - e nel calcio italiano - in generale sono necessari maggiori verifiche sui bilanci, troppo spesso "gonfiati" più dei muscoli dei calciatori. Senza un occhio "super partes" in grado di garantire la regolarità del campionato, rischiamo di vedere altri casi simili al Parma. Di certi guazzabugli moderni faremmo volentieri a meno.

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