L'Udinese vince e convince con il Torino, soprattutto porta casa tre punti fondamentali per la corsa salvezza e ora punta al nuovo anno con ottimismo
Possiamo godereeeee. Sarà un buon Natale ! Una vittoria a Torino per chiudere un anno tribolatissimo è una panacea quasi inaspettata e per questo ancor più gradita.
Non sono servite banderillas, né toreri, il Toro, un po’ s’è matato da solo, molto ci ha pensato l’Udinese. Convinta, tignosa, ruspante la squadra di Colantuono ha lasciato poco o nulla a Quagliarella e C. , sopratutto dopo l’ingenua espulsione di Wague che pareva foriera di nefasti presagi.
Invece è filato tutto liscio, con una accentuazione difensiva maggiore, ma senza correre rischi particolari, anzi con un’occasione per Widmer “troppo preciso” a tu per tu con Padelli.
Così dopo tre schiaffoni rimediati tra campionato e Coppa, la resurrezione natalizia di una Udinese presentatasi all’Olimpico con numerose assenze, si è consumata giusto in tempo per rendere gradevole il Natale friulano.
Pensate, contro il Torino non c’era neppure Iturra e neanche Aguirre non c’era Thereau e neppure Kone, che dopo il gol romano è stato talmente male che ha passato il pomeriggio vagabondando al Città Fiera per i soliti acquisti del momento. Fa niente, si è vinto lo stesso e abbiamo fatto Black Jack toccando quota 21.
Una media salvezza che porta quiete fra i tifosi bianconeri.
Tocca dare ragione a Colantuono che a fronte dei sette gol subiti mostrava gioia per la prestazione. E quando poi vedi la squadra giocare come a Torino devi toglierti il cappello (rischiando il raffreddore) e allinearti alle sue convinzioni.
Prima di salutare due parole le spendo volentieri su Perica e Di Natale (sono i suoi giorni). Il croato di Zadar, non ha certo le movenze di un ballerino del Bolscioi, ma il suo impegno e la sua devozione alla causa lo rendono ammirevole e spesso indispensabile alle manovre offensive. Se avesse il piede meno ottagonale,contro il toro, avrebbe potuto segnare altri gol. Per ora è bene accontentarsi, così per Di Natale che è esattamente l’inverso di Stipe. Totò si porta appresso, oltre agli anni, un fardello di classe che a venderla risaneremo il sistema bancario italiano.
Verrebbe voglia di dire : peccato che ora c’è la sosta. Invece no, meglio fare un rewind del campionato fin qui trascorso e aggiustare qualche ingranaggio che può essere ancora oleato.
L’anno nuovo comincerà con il mercato di riparazione che porterà Iturbe al Watford e probabilmente Diamanti in Friuli e forse Pepito Rossi, perché Di Natale oltre al Babbo non può portarsi anche il sacco della Befana.
Cosa ho chiesto a Babbo Natale ?
Di vincere lo scudetto con l’Udinese
Di poter entrare una volta nella Club House gratis
Di vedere lo Stadio pieno di 50.000 tifosi friulani
Di vedere l’Udinese battere qualche rigore
Di leggere che presidente dell’Udinese sia un uomo di pace
Di vedere giocare nell’Udinese un po’ di ragazzi friulani
Di avere, se li dovessero riaprire, una suite in un manicomio
Auguri a tutti di un Natale pieno di salute e serenità !
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