Quagliarella, Muriel e il triangolo magico

Quagliarella, Muriel e il triangolo magico

di Monica Valendino, @Moval1973

Si dice che Torino sia il vertice magico che unisce tre città, lontane tra loro, ma nel mondo esoterico si dice che uno dei vertici è Genova. Già quella Genova che oggi con Udine è legata a doppio mandato, tra passato, presente e futuro. Da Genova arrivò Quagliarella nel 2006, dopo che il Torino non l’aveva valorizzato. A Genova è finito Muriel, dopo che Udine non l’ha valorizzato. A Udine potrebbe tornare Quagliarella dopo che oggi al Torino non riesce a valorizzarsi. 

C’è chi le chiama suggestioni, chi coincidenze, chi null’altro che fantasie. Può darsi, ma la trattativa per Muriel è conclusa. Finalmente per il bene di tutti. In fondo, diciamolo, fin dal suo arrivo a Udine dopo l’exploit di Lecce, non ha mai fatto nulla.

‘Sovrappeso’ era l’aggettivo più elegante che Guidolin usò non appena lo vide in campo. Poi le leggende più o meno veritiere di una incapacità del giocatore di autogestioni, di fare il professionista nel senso che avendo un fisico particolare, necessita anche di una abnegazione totale al calcio. Cosa che non ha mai avuto, così come – invece – ha avuto tanti infortuni. Qualcuno li ha addebitati proprio al peso forma mai raggiunto, se non parzialmente quest’anno dove, forse, Stramaccioni aveva trovato la chiave magica per riuscire a fare quello che Guidolin non era arrivato a: farlo convivere con Totò. Già Totò, un campione, ma anche un giocatore che necessita di compagni adatti al suo gioco. L’intuizione di Strama di portare Thereau è stata la chiave di volta della situazione. Non potendo giocare con tre punte, Muriel si è trovato ancora una volta a doversi giocare il posto. Infortuni, poche occasioni, alla fine probabilmente su consiglio del procuratore la presa di posizione a Natale. Genova o null’altro.

Alla fine è stato accontentato, ma chi è scontento è Strama, che si trova con un attacco spuntato. Geijo è stato reinventato dopo l’oblio durato anni, ma non è il giocatore che può fare la differenza, anche se come Pepe ha meritato la conferma. Si giocherà il posto non appena ra due mesi circa tornerà. per intanto, oltre al giovane da sgridare Aguirre, serve qualcosa. Lo sanno anche i sassi di Marassi.

Il nome che tutti sognano è Quagliarella. E si torna a Genova, a Torino, al finale da scrivere: come detto non è un’operazione facile, ma è un’operazione che l’Udinese può permettersi perché ha il gradimento del giocatore e quello, soprattutto, dei tifosi che a Fabio sono legati davvero.

Se l’addio di Muriel è come una piuma che passa sulla mano, l’addio di Fabio ha provocato dispiacere, qualche lacrima addirittura. Napoli, Juve, oggi il Toro, ma il destino, quel filo magico che esiste solo per chi ci crede, sembra voler dire che il finale della favola va scritto con la penna del Parò Pozzo.

E’ lui che deve firmare l’assegno a Cairo, è lui che deve anche capire che se il mercato non si fa per i tifosi, questa volta abbinerebbe la volontà della gente alle esigenze tecniche. certo Fabio non è un giovane da lanciare a valorizzare, è una ciliegina su una torta.

Una torta per ora che ha perso qualche crema, ma il mastro pasticciere Stramaccioni sa bene come rendere dolce anche qualcosa che oggi appare amaro: ricordando che un allenatore è bravo se ha una squadra valida (Mourinho al Parma oggi farebbe come Donadoni, scommettiamo?), questa Udinese ha già una base solida, ma va consolidata. E Quagliarella è il nome che darebbe soluzioni offensive varie, ridarebbe anche quel gusto di vivere l’Udinese tifando per giocatori che amano la maglia come la amano i tifosi e come non l’ha mai sentita Muriel.

Il triangolo Genova, Torino, Udine è suggestivo e allo stesso tempo possibile. Perché se Muriel è stato un fallimento sportivo, a livello economico dà la possibilità di rimediare portando la gente ancora a credere e a sperare che l’Udinese nonna solo calcoli matematici, ma a volte si lascia andare al cuore e alla magia. Quella che siamo certi Quagliarella con Di Natale riuscirebbe a ricreare. Non lo diciamo solo noi. In questi giorni abbiamo ascoltato molti addetti ai lavori e tutti sono d’accordo su questo.

Moval@Mondoudinese

 

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