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The day after Totò, il 2016 e quel domani che non si sà (ancora)

Una lacrimuccia cade sul tifoso dell’Udinese. Ha appena letto che il suo capitano, Di Natale, ha prolungato il proprio contratto fino al 2016. Dopo le 200 reti in Serie A e il sogno di aumentarle ulteriormente, adesso Totò ha deciso di...

Monica Valendino

Una lacrimuccia cade sul tifoso dell'Udinese. Ha appena letto che il suo capitano, Di Natale, ha prolungato il proprio contratto fino al 2016. Dopo le 200 reti in Serie A e il sogno di aumentarle ulteriormente, adesso Totò ha deciso di continuare ulteriormente il proprio cammino in bianconero, per concludere la carriera nel nuovo stadio in costruzione.

Ma quella lacrima...è di gioia o disperazione? Intendiamoci: il numero 10 napoletano è stato, è e sarà ancora un idolo senza tempo per la tifoseria friulana, poiché certe prodezze (e certi numeri!) non si possono dimenticare facilmente. Per cui mai nessuno, o quasi almeno, si sognerebbe di maledire il prolungamento del “matrimonio” tra Di Natale e Udinese. Anche se...Lui è un classe '77, per cui significa che quando il suo contratto scadrà avrà 39 anni. Un'età nella quale molti suoi colleghi avevano già appeso i tacchetti al chiodo da diverso tempo, soprattutto al giorno d'oggi dove velocità e reazione sono sempre più richieste. E non fa nemmeno lui stesso mistero delle sue decadi, avendo già annunciato varie volte la volontà di salutare tutti e ritirarsi dal calcio giocato.

È inutile, quindi, prendersi in giro. Del ritiro di Antonio Di Natale se ne parla da anni, soprattutto agitando lo “spettro” di un fantomatico Muriel che non riesce a trovare posto in campo. Oggi non centra, è vero, poiché il motivo per cui non gioca è che si è fatto male con la Colombia. Ma su di loro due se n'è parlato, scritto, commentato tanto senza riuscire mai concludere a nulla. Perché se una domenica Totò arrancava e non faceva gol, quella dopo decideva (e decide ancora oggi) una partita intera con una tripletta.In pratica, il nostro numero 10 non è come lo yogurt. Non scade, non lo vuole proprio, nonostante gli anni avanzino e rimanga, piano piano, l'ultimo rappresentante di una generazione nel nostro campionato. Dal fronte opposto, invece, i giovani ci sono ma brancolano nel buio. Muriel non è riuscito a esplodere definitivamente fin'ora, e quando sembrava far bene si è dovuto fermare; Thereau sta facendo molto bene, ma non pare proprio il futuro della squadra; infine Alexis Zapata ed Evangelista sono l'oro del domani, in senso letterario, ma pretendere da loro il trionfo subito, essendo appena del 1995, pare pretendere veramente troppo.

Non si può che togliersi il cappello davanti alla carica senza età di Totò, applausi e standing ovation inclusi, ma questo punto potrà rappresentare un nodo non facile per Stramaccioni in futuro. Perché il 2016 arriva presto, e basare una squadra intera su un singolo è molto, molto rischioso. L'erede si cerca da tempo, ma arriverà? Intanto complimenti ancora al capitano, ma prepariamoci ad anni bui se con lui si spegnerà tutta la rosa.

"Timothy Dissegna

©Mondoudinese

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