Tutta colpa di Guidolin

Tutta colpa di Guidolin

di cdtsistemi

Finale di stagione scorso. La tribuna fischia impietosamente su una delle squadre meno belle degli ultimi anni. E’ la fine di un ciclo e, come sempre accade nel calcio, non c’è gratitudine verso chi ti ha portato per due volte agli spareggi di Champions League, una volta alle semifinali di Coppa Italia ed ha bissato il record dei quarti di finale di Europa League. Guidolin è il colpevole assoluto: la squadra era forte, non ha saputo valorizzare i giocatori, gli metteva paure che poi in campo si traducevano in prestazioni opache.

Facciamo un passo indietro. Larini aveva lasciato Udine, al suo posto era arrivato Giarretta a collaborare con Carnevale e lo staff del tecnico veneto. Puntualizziamo una cosa: esistono gli allenatori e i dirigenti bravi ed esistono quelli meno bravi. Ma specialmente esistono quelli giusti per un ambiente e un modo di fare calcio ed esistono quelli che non sono adatti per quel singolo e particolare modo di gestire. Un esempio: Ventura da noi ha fatto male, che più male non si può. A Bari e Torino sta compiendo autentici capolavori.

Quando in estate è arrivato Stramaccioni, che ora ripercorre gli stessi problemi di Guidolin con risultati per certi versi peggiori, si era sperato in un cambio di rotta. Nel ritorno al bel calcio giocato. Siamo pieni di campioni, si diceva… Ma che fine hanno fatto i campioni? Nico Lopez, tante partite in panchina con l’Udinese, siede comodamente su un’altra panchina, sponda Hellas Verona. Quello che doveva far fare il salto di qualità all’Udinese non riesce a vincere la concorrenza di giocatori ben più scarsi dei nostri. Non se ne parla più. Sarà colpa di Guidolin. Zielinski, un altro giovane di talento, era reo di non mangiare l’erba (lui e Vydra). Ma come? Aveva anche segnato con la nazionale! Altra panchina scaldata in quel di Empoli. Mica Real o Barcellona… Empoli (con tutto il rispetto per i toscani e specialmente per Sarri, un allenatore sottovalutato per anni). Sarà colpa di Guidolin anche lì. Maisocuel, quello dai piedi buoni, non lo ha voluto nessuno al mondo. E’ tornato in Brasile, per la seconda volta dopo aver fallito anche in Germania. Di lui si ricorderà l’animo gentile (aiutò un anziano colto da un malore per strada) e i rigori a cucchiaio, un po’ diversi da quelli di Totti…

E sarà colpa di Guidolin se la difesa dell’anno scorso prendeva gol. Kelava, cacciato da Udine, è stato allontanato anche da Carpi (chiedere a Lotito…). Di lui si ricorderanno le papere e un espulsione in un’amichevole (!) per aver mandato a quel paese l’arbitro. Naldo forse fa gelati in Spagna, oltre che giocare così così. Bubnijc scalda la panchina dell’Udinese, per l’ennesimo anno. Strano, erano tutti dei top player! Per fortuna siamo passati da Kelava, Naldo e Basta a Karnezis Piris ed Hertaux. Sì, il francese… quando arrivò pareva un bidone. Con pazienza è diventato un ottimo difensore. Merito, lì, di Guidolin.

Le partite venivano giocate male, era colpa sua (anche quest’anno?), si perdevano partite in casa ed era chiaramente colpa sua (anche quest’anno?). Muriel non rendeva perché il tecnico non credeva in lui (anche Stramaccioni e Stankovic sbagliavano?).

Il tempo è galantuomo. E’ passato un anno: a Maicosuel e Nico Lopez sono succeduti Thereau e Kone. Ma i risultati non cambiano. Il gioco, dopo un girone di andata che lasciava intravedere un risveglio estetico, è ripiombato in una noia di califfiana memoria.

I casi sono due: o c’è qualcosa che non va nella gestione societaria e dirigenziale dell’Udinese, o chi sta in panchina non è adeguato al modo di “fare calcio” che la famiglia Pozzo vuole intraprendere. Probabilmente un po’ l’uno e un po’ l’altro.

Una cosa è sicura: il silenzio del tecnico di Castelfranco Emilia somiglia molto a tanti sassolini tolti dalle scarpe. Quelle scarpe che purtroppo ha appeso al chiodo.

©Mondoudinese

 

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