Alla diciannovesima giornata, al cosiddetto giro di boa, l'anno scorso l'Udinese ha girato a 20 punti, una media salvezza, certo, ma ben al di sotto della media a cui aveva abituato la squadra. Quest'anno col Cagliari la squadra di Stramaccioni ha la possibilità di girare a 26, sei punti in più non pochi anche in virtù di una classifica dove, prime due a parte, tutto può succedere.

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Perché se l'anno scorso a 20 punti a Guidolin qualcuno chiedeva se credeva ancora nell'Europa, quest'anno nessuno ha fatto questa domanda ancora a Stramaccioni. Aspettiamo la prossima gara e magari quella con l'Empoli. Poi vedremo.

Intanto non ci si dimentichi che in mezzo ci sta la Coppa Italia, durissima, fra dieci giorni al San Paolo col Napoli. Due strade diverse, un unico obiettivo: cercare di stupire. Senza effetti speciali, senza proclami inutili, solo sapendo che con questa media, migliorando alcuni aspetti la volata finale può essere decisiva per fare un piccolo grande miracolo che nessuno chiede, ma che nello sport, da tifosi è lecito sognare.

La prima strada è il campionato: ma per reggere il confronto, come detto, dopo aver visto la squadra in sofferenza numerica col Sassuolo, dove la prestazione in condizioni ottimali avrebbe potuto dire e dare altro, la palla passa al club: due innesti, forse tre, uno per reparto. Casigliano, Battocchio e Aguirre sono i nomi che facciamo non per simpatia, ma per stima obiettiva e perché sono quel tipo di giocatori che l'Udinese può prendere a Gennaio: costo zero perché di proprietà (a patto che i rispettivi club li 'mollino'), giovani e affamati, senza pretesa del posto, ma con la consapevolezza che possono essere più che utili all'occorrenza.

Perché non scordiamoci che Wague, Evangelista, Badu, Zapata quando torneranno dai rispettivi impegni con le loro nazionali non è affatto detto che siano al top: più volte si è visto che queste manifestazioni richiedono un'adrenalina tale che poi, quando rientri sei 'spompato. Non capita a tutti, ma può succedere, per questo prevenire è meglio che curare.

Febbraio per i bianconeri sarà durissimo come calendario, poi però a ranghi completi e con una rosa all'altezza, si può davvero fare bene: la crescita emersa dopo la vittoria di San Siro sul piano agonistico e delle occasioni create  è evidente. Le fasce stanno ingranando, la mediana pian piano inizia a prendere coraggio alzando il baricentro. Insomma il lavoro di strada inizia a prendere forma.

La seconda strada per l'Europa è breve, cinque partite in tutto. Si comincia come detto a Napoli. Purtroppo lo scorso campionato ha posto l'Udinese nella fascia di squadre che deve giocare come ospite il turno secco fino in semifinale. Ma proprio l'essenza della partita, la rende indecifrabile anche perché il Napoli su tre competizioni non sappiamo se può reggere. E nonostante abbia una rosa da grande squadra ha anche momenti bui. Passando si prenderebbe coraggio, esattamente come capitato l'anno scorso. E poi diciamolo, che bello sarebbe salutare il vecchio 'Friuli' festeggiando tutti assieme alzando una coppa. Che sarebbe prima di tutto un premio ad un lavoro ventennale, ma anche l'inizio davvero di un nuovo corso, l'anno zero non è detto che non debba avere altri obiettivi oltre che alla salvezza. Ma Strama ha bisogno di qualche rinforzo, questo appare chiaro.

Moval@MondoUdinese

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